L’Italia custodisce il più grande museo a cielo aperto del mondo: un patrimonio diffuso di monumenti e statue commemorative che abitano piazze e vie di città grandi e piccole, spesso ignorato o dato per scontato, ma centrale nella costruzione dell’identità collettiva del Paese. È proprio l’esperienza italiana, infatti, ad aver definito un modello monumentale che si è imposto a livello internazionale. A partire dalla statua equestre di Marco Aurelio, ancora oggi fulcro simbolico del Campidoglio a Roma, la statuaria pubblica ha attraversato i secoli, dall’Umanesimo al Rinascimento, per trovare una straordinaria intensità espressiva nei decenni successivi all’Unità d’Italia.
MonumenTO, Torino Capitale. La forma della memoria, nasce dall’incontro tra una necessità di rilettura critica e un’occasione concreta: la capillare campagna fotografica condotta da Giorgio Boschetti, che ha restituito ai monumenti torinesi una presenza nuova e inattesa. Attraverso immagini notturne di forte impatto, le statue emergono dal buio come figure isolate, sottratte al rumore urbano e restituite a uno sguardo ravvicinato, capace di coglierne espressioni, posture e tensioni formali. Un lavoro che non documenta soltanto, ma riattiva, trasformando la città in un vero e proprio Teatro della Memoria.
A queste immagini fa riscontro l’imponente mappa di Torino realizzata a china su carta da Alessandro Capra, che ha adottato una sorprendente soluzione “ibrida”: la veduta zenitale del cuore antico della città, incentrata su piazza Castello e su Palazzo Madama, lascia gradatamente il posto a una veduta a volo d’uccello, che termina all’infinito meridiano sul Monviso. Nella fitta rete di vie e di piazze che compongono il tessuto urbano, si collocano i 79 monumenti pubblici di Torino, numerati in pianta e rappresentati ad uno ad uno in singole formelle lungo i bordi, in una visione complessiva che consente a chi guarda di cogliere l’insieme dei monumenti e la loro distribuzione sul territorio.
La mostra indaga un secolo di statuaria commemorativa pubblica a Torino concentrandosi su oltre cinquanta gruppi scultorei e offrendo una lettura storico-critica, artistica, urbanistica e sociale delle scelte che hanno modellato il volto simbolico della città. Il percorso prende avvio nel 1838, con l’inaugurazione del Monumento equestre a Emanuele Filiberto di Carlo Marochetti, e si estende fino agli anni Trenta del Novecento.
Attraverso opere e monumenti emerge una Torino dai molti volti: la capitale sabauda dei principi, dei condottieri e dei soldati (da Emanuele Filiberto, a Carlo Alberto, a Pietro Micca); la città dei santi sociali – Giuseppe Cafasso e Giuseppe Benedetto Cottolengo – celebrati tra quotidianità e retorica monumentale; la città capofila del Risorgimento, che celebra gli eroi delle guerre di indipendenza e della lotta per l’unificazione italiana (dall’Alfiere dell’Esercito Sardo a Massimo d’Azeglio, da Garibaldi a Cavour); la Torino laica e positivista, capace di commemorare figure della scienza, dell’impegno civile e dell’imprenditoria (da Luigi Lagrange, a Giuseppe Mazzini, a Pietro Paleocapa).
Info ridotti:
Ridotto: ragazzi dai 13 ai 18 anni e dai 18 ai 25 anni se studenti, persone con disabilità (un accompagnatore gratuito), possessori biglietto altri musei della Fondazione Torino Musei (da esibire)
Ridotto convenzioni: per informazioni su tutte le convenzioni attive
Clicca quiRidotto bambino: bambini dai 6 ai 12 anni
Gratuito (in biglietteria): minori di 6 anni, 1 accompagnatore di persona con disabilità, Abbonamento Torino Musei, Torino+Piemonte Card, Royal Pass, Nati con la Cultura, giornalisti muniti di tesserino previo accredito.