È il più grande teatro “all’italiana” della Toscana (all’epoca della sua costruzione tra i sette più grandi d’Italia). In tutti questi anni ha mantenuto intatte le sue caratteristiche principali, ovvero di essere un grande teatro popolare nel centro della città, aperto a tutti i generi di spettacolo.
Nato come Teatro Pagliano sui resti del trecentesco Carcere delle Stinche, fu inaugurato il 10 settembre del 1854 con l’opera verdiana Rigoletto o, come si chiamava allora, Il Viscardello. La sua creazione si deve alla volontà di un farmacista ex baritono Girolamo Pagliano che volle uno spazio di spettacolo pensato per il popolo.
Dal 1901, dopo essere stato intitolato a Luigi Cherubini, assunse la denominazione di Teatro Verdi. La sua storia inizia con la grande stagione del melodramma di fine Ottocento e con i suoi carismatici protagonisti, e prosegue con il tumulto delle avanguardie futuriste. Dal nuovo genere dell’operetta degli anni Venti del secolo scorso si arriva al dopoguerra con il jazz e la rivista fino ai nuovi attori che inaugurarono la rinascita della commedia nelle sue molteplici forme. Negli anni Settanta e Ottanta del Novecento il Teatro Verdi divenne un prestigioso palcoscenico per la musica pop e rock più ricercata e per la prosa non convenzionale.
Dal gennaio del 1998 è di proprietà della Fondazione ORT, sede di prove e concerti dell’Orchestra della Toscana. Da allora il Verdi accoglie la musica classica con i grandi direttori e i musicisti di fama mondiale e giunge fino ai nostri giorni, seguendo un filo che non è mai spezzato e che lega insieme la storia del teatro alla storia di Firenze.
Grazie alle società Antico Teatro Pagliano, che cura la stagione teatrale, e PRG che organizza la musica pop e rock, il Verdi offre ancora oggi una programmazione molto articolata per qualità, generi e numero di proposte.