Prima di esordire con “Alabama blues”, nel 1995, con lo pseudonimo di Saint Germain, Ludovic Navarre ha prodotto pezzi sotto diversi altri nomi (Modus Vivendi, Deepside, Hexagone, Deep Contest).
Poi, nel 1995, dopo essere entrato in contatto con il padrino della techno e della scena elettronica francese (Laurent Garnier), grazie a lui (label boss, insieme a Eric Morand, della F Communication), ha la possibilità di incidere, per la F Comm, un album. “Alabama blues” segna fin da subito i confini musicali entro cui si vuole muovere Navarre.
L’house è la sua passione. Una passione a cui Ludovic accosta l’altra ossessione; il jazz. Sono questi due elementi, insieme a un’inclinazione per la deep house, a creare il monolite sonoro di Saint Germain. E’ un suono che porta bene a Ludovic che, ben presto, diventa uomo di punta della futura scena dance francese e che anticipa di parecchio tempo l’uscita di miti della dance francese come daft Punk o gli ultimissimi Micronauts.
Dopo “Alabama blues” Ludovic, a un anno di distanza, dà alle stampe “Boulevard”, in cui consolida ancor più la connessione con quel jazz che oggi abbraccia in modo ancora più deciso, approdando a un’etichetta storica per il jazz come la Blue Note Records, con cui pubblica TOURIST, che ottiene un notevole successo, ma a cui non viene mai dato seguito.
Fonte:
Rockol