Fin dall'inizio, il processo creativo di Son Lux è sempre stato simile a una cucina sonora. Una band geograficamente e culturalmente diversificata, Rafiq Bhatia, Ian Chang e Ryan Lott portano ciascuno il loro approccio sonoro unico, per creare un insieme un mix ultraterreno.
Il bilanciamento tra la grezza intimità emotiva e le meticolose costruzioni elettroniche di Son Lux, insieme al distillato delle loro varie influenze, ha plasmato fortemente la loro identità. La band punta a mettere in discussione le ipotesi più tradizionali della produzione musicale, per poi ricostruirla a livello molecolare. Quello che era nato come il progetto solista del fondatore, Lott, si è ampliato nel 2014, grazie al coinvolgimento di Chang e Bhatia, con i quali è nato un legame troppo forte per essere ignorato.
Il trio ha rafforzato la propria chimica e affinato la propria intuizione collettiva durante la creazione, la pubblicazione e il tour legato a cinque release, inclusi gli LP Bones (2015), Brighter Wounds (2018) e la trilogia di Tomorrows (2020-2021). Un linguaggio musicale coltivato con cura, radicato nella curiosità e nell'equilibrio degli opposti, e che evita in gran parte il genere e le convenzioni strutturali.
Eppure, la band rimane in debito con artisti iconoclasti del soul, dell’hip-hop e dell’improvvisazione sperimentale che a loro volta hanno tracciato nuove strade. Distillando queste varie influenze, Son Lux cerca l’equilibrio tra la cruda intimità emotiva e le meticolose costruzioni elettroniche.