Coreografa iconoclasta, Rocío Molina ha saputo creare un suo personale linguaggio artistico basato su uno stile di flamenco tradizionale che ne rispetta l’essenza originaria ma abbraccia l’avanguardia. Libera e radicale, nelle sue creazioni, aperte all’incontro con discipline diverse e altri artisti, unisce virtuosismo tecnico, ricerca contemporanea e rischio concettuale.
Danzatrice versatile, è una delle artiste spagnole più note a livello internazionale. Le sue creazioni sono state presentate contesti prestigiosi come il Festival d’Avignon, il Barbican Center di Londra, il City Center di New York, The Esplanade di Singapore, Tanz Im August di Berlino, il Festival SPAF di Seul, il Teatro Stanislavskij di Mosca, il Teatro Nazionale di Taiwan, Dansens Hus di Oslo e Stoccolma, il Teatro Chaillot di Parigi, il Festival Transamériques di Montreal. La sua ricerca artistica è stata premiata con riconoscimenti a livello nazionale e internazionale tra cui il Leone d’Argento per la danza alla Biennale di Venezia 2022, il Max Award 2019 per il miglior spettacolo di danza con Grito Pelao, lo UK National Dance Award 2019 come miglior danzatrice contemporanea, e con apprezzamenti unanimi da pubblico e critica: “Una ballerina dotata e intelligente” (El Mundo), “È come l’energia nucleare in un atomo” (Standard), “È la passione personificata, urgente, quasi rovente, che prende il sopravvento sul corpo e lo muove, spasmo dopo spasmo, riempiendolo di rabbia e bellezza” (La Vanguardia), “Una delle migliori ballerine di flamenco che abbia mai visto” (The New York Times).