La band nasce nel febbraio del 2008 all’American University di Beirut, quando il violinista Haig Papazian, il chitarrista Andre Chedid e la tastierista Omaya Malaeb lanciano un appello a formare una jam session, per esorcizzare l’instabilità della situazione politica del loro paese. Alcuni di quelli che si presentano diventeranno i componenti della band Mashrou’ Leila. Chitarre piene, tastiere distillate come delle fughe, violini ostinati e stordenti, suoni elettro minimalisti: l’insieme condotto dalla voce magistrale del cantante Hamed Sino, che martella dei refrain poetici come degli inni alla gioia e alla libertà d’espressione. Se il mondo arabo è in cerca di un’identità, non c’è dubbio che i Mashrou’ Leila gli stiano indicando la strada da seguire. Dopo le rivoluzioni arabe, i Mashrou’ Leila sono diventati l’incubatore di identità e rivendicazioni per un mondo più libero e aperto e hanno registrato il “tutto esaurito” nei loro concerti a Beirut, Parigi, Amsterdam, Montréal, Ginevra, Tunisi, Amman, Dubai, Barcellona e a festival internazionali come quelli di Byblos, Paleo, Baalbeck, BabelMed, Exit...
Del gruppo sono usciti tre album, Mashrou’ Leila (2008), El Hal Romancy (2011) e Raasük (2013). Tra il 2013 e il 2014 i Mashrou’ Leila si sono esibiti all’Apollo di Barcellona, The Garage (Londra), al New Morning (Parigi), al Metropolis (Montréal), al Roman Theatre (Amman), al Festival Liban Jazz (Beirut), all’Hotel de Ville di Parigi, al Babylon (Istanbul), a Le National (Montréal), a La Cigale (Parigi), al Royal Muhammad Ali Club (Il Cairo), La Maroquinerie (Parigi), al Paradiso (Amsterdam), al Big Day Out Rock Festival (Doha), al DU World Music Festival (Dubai).