Gallese, figlio di un minatore e di un’insegnante di scuola elementare, John Cale (9 marzo 1942) mostra spiccate e inusuali doti musicali fin dalla tenera età, prendendo lezioni di piano classico a 7 anni, suonando l’organo in chiesa a 12 e scrivendo, quando ancora frequenta le superiori, la sua prima composizione, una “Toccata nello stile di Khachaturian”. Dal 1960 al 1963 studia musicologia al Goldsmith’s College di Londra (che nel 1997 lo nominerà membro onorario); trasferitosi negli Stati Uniti, si appassiona allo sperimentalismo di Schoenberg, Stockhausen e La Monte Young, entrando per un breve periodo a far parte del gruppo di quest’ultimo, Theatre Of Eternal Music (documentazione delle collaborazioni con Young, Tony Conrad e Angus MacLise si trovano su un disco pubblicato nel 2000 dalla Table Of Elements, INSIDE THE DREAM SYNDICATE VOLUME 1 – DAY OF NIAGARA). Nel 1965, suonando dal vivo con un gruppo chiamato The Primitives, fa la conoscenza di Lou Reed: i due condividono un appartamento a New York e si guadagnano da vivere suonando per strada.
Dopo l’esperienza epocale nei Velvet Underground, consumata sotto il patrocinio artistico di Andy Warhol e bruscamente interrotta a causa degli insostenibili attriti con lo stesso Reed, nel 1969 Cale confeziona per la ex vocalist del gruppo, Nico, un album intitolato THE MARBLE INDEX in cui arrangia e suona tutti gli strumenti. Lo stesso anno produce l’album di debutto degli Stooges di Iggy Pop, che diventerà un classico del rock americano. Nei primi ’70 le sue competenze tecniche in studio di registrazione lo portano ad assumere incarichi per conto di case discografiche come la Cbs/Columbia e la Warner; nel frattempo, dopo una collaborazione a quattro mani con il maestro del minimalismo Terry Riley (THE CHURCH OF ANTHRAX, pubblicata con qualche anno di ritardo) inaugura con VINTAGE VIOLENCE una lunga e proficua carriera solista. Il 29 gennaio 1972, insieme a Nico e a Lou Reed, è sul palco del Le Bataclan di Parigi per una storica esibizione che rimette insieme tre quinti dei Velvet Underground: a lungo disponibile solo sul mercato clandestino, troverà finalmente sbocco discografico soltanto nel 2003. Dopo PARIS 1919, da molti considerato il suo disco più riuscito (vi suonano, non accreditati, i Little Feat di Lowell George) dal 1973 Cale si trasferisce a Londra dove pubblica per la Island una trilogia “inglese” aperta dall’eccellente FEAR, uno degli album più rock del suo catalogo (collaborano, tra gli altri, Brian Eno e Phil Manzanera). Torna a New York giusto in tempo per annusare la nuova onda punk su cui lascia un segno indelebile producendo il primo album di Jonathan Richman con i Modern Lovers e, soprattutto, HORSES di Patti Smith. Nel 1977, a Croydon, in Inghilterra, è protagonista di un episodio discusso e provocatorio che alimenta leggende e dicerie sul suo conto: mentre esegue sul palco “Heartbreak hotel” di Elvis Presley mozza con una mannaia da macellaio la testa di un pollo (morto); due membri del suo gruppo abbandonano il palco disgustati. Dopo aver fondato una sua etichetta, Spy Records, continua ad alternare dischi in proprio (tra cui SABOTAGE/LIVE, dal vivo ma interamente inedito, HONI SOIT e MUSIC FOR A NEW SOCIETY) al lavoro di produzione (per la cantante belga Lio e gli Happy Mondays, tra gli altri) e a sempre più frequenti lavori su commissione: tra questi numerose colonne sonore cinematografiche (“Qualcosa di travolgente”, “Antartida”, “Basquiat”), musiche per balletti e operazioni ambiziose come “The Falkland suite”, adattamento in musica di quattro poemi del gallese Dylan Thomas successivamente documentato sull’album WORDS FOR THE DYING. Al 1989 risale il riavvicinamento a Lou Reed per il celebrato SONGS FOR DRELLA, omaggio allo scomparso mentore Andy Warhol e preludio ad una breve reunion concertistica dei Velvet Underground che si consuma nel 1993 tra nuove tensioni e polemiche. Gli anni più recenti lo vedono collaborare nuovamente con l’amico Brian Eno e con il cantautore Bob Neuwirth per due bei dischi firmati in coppia, ma anche con musicisti eterogenei come Hector Zazou, Siouxsie Sioux, Alan Stivell, le Mediaeval Babes e Gordon Gano.
Un’opera ispirata a Mata Hari su libretto di Franz Harland, un balletto dedicato a Nico e una serie di performance londinesi in coppia con il dj americano Adam Dorn sotto la sigla Dead Agents (nell’occasione Cale legge anche passi della sua autobiografia, “What’s Welsh for Zen”) danno ulteriore misura dell’eclettismo del personaggio, che trova tempo ogni tanto anche per qualche disco di canzoni pop: gli ultimi tre, WALKING ON LOCUSTS, HOBO SAPIENS e BLACK ACETATE, ne confermano la inossidabile freschezza artistica. Nel 2007 è la volta di CIRCUS LIVE, triplo album live che comprende un DVD e performance registrate nei tour del 2004 e 2006.
Fonte:
Rockol