Mayo Simon
Nato a Chicago, nel 1968 vince il premio Oscar con il documentario Why man creates. E’ stato uno dei primi drammaturghi ad andare in scena al Lincoln Center di New York, dove le sue opere Walking to Waldheim e Happiness sono state presentate al Forum Theater. La sua commedia These Men è stata allestita off-Broadway, al Bush Theatre di Londra, a Los Angeles, San Francisco, Liverpool, in Germania e in Italia (Roma, Teatro Argot nel 1997 e Sala Uno nel 2003). The old ladies’ guide to survival è stata messa in scena dall’Actors Theatre di Louisville nel 1992.
br/>
Marina Bonfigli
Si iscrive non ancora quindicenne all’Accademia d’Arte Drammatica diretta da Silvio D’Amico e si diploma dopo i regolamentari tre anni. Debutta al Teatro Quirino di Roma nella parte di Giannina, protagonista de Il ventaglio di Goldoni con la regia di Orazio Costa. In occasione del Festival del Teatro è chiamata a sostituire Lilla Brignone nel Corvo di Carlo Gozzi per la regia di Giorgio Strehler; dopo il debutto al Teatro La Fenice di Venezia lo spettacolo va in tournée a Vicenza, Londra e Parigi. Entra a far parte del Piccolo Teatro di Roma diretto da Orazio Costa, dove, tra gli altri, interpreta il ruolo di Doralice nella Famiglia dell’antiquario di Goldoni. Successivamente diviene prima attrice giovane nella compagnia Gioj-Cimara-Bagni; è allo Stabile di Genova e, dopo una serie di interpretazioni, viene scelta da Strehler per il personaggio di Polly nell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, la grande edizione in prima assoluta in Italia.
Dopo un lungo periodo di lontananza dal teatro, riprende la sua attività con lo Stabile di Genova; è ancora con il Piccolo di Milano nel Joachim Murieta con la regia di Patrice Chereau; poi è allo Stabile di Torino dove recita in Le mani sporche di Jean-Paul Sartre, Anconitana e Bilora di Ruzante con la regia di Gianfranco De Bosio, spettacoli portati in tournée in Francia e Belgio. Nel 1974 entra a far parte della Cooperativa Teatro Mobile diretta da Giulio Bosetti con cui interpreta ruoli di primo piano: Ginevra in Non si sa come di Pirandello; Linda in Morte di un commesso viaggiatore di Miller; Frosine nell’Avaro e Toinette nel Malato immaginario di Molière; la signora Alving in Spettri di Ibsen; la contessa Isabella ne La famiglia dell’antiquario di Goldoni; l’infermiera in Zeno e la cura del fumo di Tullio Kezich; Madama Gatteau in Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni.
Con la Compagnia del Teatro Carcano diretta da Giulio Bosetti ha recitato in Un amore di Dino Buzzati (1997/98), Il berretto a sonagli di Pirandello e Marta mia, caro Maestro di Giuseppe Emiliani (1999/2000), Antigone di Sofocle (regia di Patrice Kerbrat, 2000/2001) Il testamento di Monsieur Marcelin (Le nouveau testament) di Sacha Guitry (2001/2002), Così è (se vi pare) di Pirandello (2004/2005), Antigone di Sofocle (regia di Giulio Bosetti, 2005/2006). Per il ruolo di Fortunata in Sior Todero brontolon di Goldoni (2007/2008) è stata candidata agli Olimpici del Teatro come migliore attrice non protagonista. E’ Madama Pace in Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello (2008/2009, regia di Giulio Bosetti) e, nella stagione 2010/2011, Placida ne La bottega del caffè, regia di Giuseppe Emiliani.
Isa Barzizza
E’ considerata una delle più importanti interpreti della rivista, del cinema e della televisione italiani.
Nata a Sanremo, figlia del direttore d’orchestra Pippo Barzizza, studia al Liceo Classico Gioberti di Torino e, da bambina, prende parte a rappresentazioni teatrali accanto ad attori come Ruggero Ruggeri, Elsa Merlini e i fratelli De Filippo. Terminato il liceo, è Erminio Macario a lanciarla nel mondo del teatro: è proprio il grande comico a chiedere personalmente al padre – contrario alla carriera artistica di Isa – di farla debuttare in una sua rivista. Barzizza accetta, a patto che la figlia sia sempre seguita da una governante. Il debutto avviene quindi nel 1947 con Follie di Amleto, seguito da Le educande di San Babila del 1947-48. Dotata di un fisico avvenente e di una spigliata ironia, diviene molto presto una delle beniamine del teatro leggero e musicale del dopoguerra. Il suo secondo padrino è Totò con cui interpreta a teatro C’era una volta il mondo (1948) e Bada che ti mangio (1949). Con Totò debutta al cinema ne I due orfanelli (1947) e gli è accanto in ben undici film., tra i quali Fifa e arena, Totò al
Giro d’Italia, Un turco napoletano, Totò a colori. Negli anni ‘50 è protagonista del film Gran Varietà (1954) e lavora con Garinei e Giovannini nella rivista Gran baldoria accanto a Enrico Viarisio, Elsa Merlini, il Quartetto Cetra e le Bluebell, oltre a cimentarsi nel teatro di prosa (La dodicesima notte, regia di Renato Castellani, e Tartufo, regia di Franco Enriquez).
In quegli anni si sposa con Carlo Alberto Chiesa, uno dei pionieri della televisione. Dalla loro unione nasce l’unica figlia Carlotta.
Il 3 gennaio 1954, giorno di inizio dei programmi ufficiali della RAI, è protagonista dell’atto unico di Goldoni Osteria della posta e, negli anni seguenti, di numerose altre commedie. In seguito ad un grave lutto familiare, lascia il teatro e nei primi anni Sessanta fonda una società di doppiaggio cui si dedicherà con passione. Nel 1974 prende parte al film C’eravamo tanto amati di Ettore Scola. Torna al teatro nei primi anni Novanta con La pulce nell’orecchio, regia di Gigi Proietti, e Arsenico e vecchi merletti, regia di Mario Monicelli. Nel 1995 partecipa al Festival di Spoleto con L’ultimo yankee di Arthur Miller ed è in tournée con Gigi, musical diretto da Filippo Crivelli, mentre nel 1999 recita a teatro Sorelle Materassi di Palazzeschi accanto a Lauretta Masiero. Nel 2001 è protagonista femminile di Classe di ferro per la regia di Aldo Nicolaj. Continua a calcare il palcoscenico nel 2003 interpretando Sul lago dorato diretto da Filippo Crivelli e La gatta sul tetto che scotta con Mariangela D’Abbraccio e Luigi Diberti per la regia di Francesco Tavassi. Nel 2006 è protagonista, diretta da Emanuela Giordano, di Verso La Mecca di Teresa Spugnardi. In televisione conduce per Rai Tre il rotocalco Mai dire mai con Fabio Fazio e Giampiero Mughini (1989) e partecipa alle due serie della fiction di Rai Uno Non lasciamoci più (1999 e 2001). Nel 2008 partecipa alla miniserie Per una notte d’amore di Vittorio Sindoni.