Figlio di Felice e Pina Rota (originaria di Sartirana Lomellina), è cresciuto in una famiglia intellettualmente vivace, trovandosi fin dall'infanzia a contatto con le favole del nonno e con i racconti di viaggiatori e artigiani. Saranno poi proprio gli affabulatori di paese, ripetutamente citati e ricordati da Fo, coloro che, grazie alla loro capacità di raccontare gli avvenimenti, ispireranno l'artista nel corso degli anni.
Compiuti gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, dal 1950 cominciò a lavorare per la radio e la televisione come attore e autore di testi satirici.
Il 24 giugno 1954 Dario Fo sposò l'attrice e collega Franca Rame a Milano nella basilica di Sant'Ambrogio. Trasferitosi a Roma, dal 1955 al 1958 lavorò come soggettista per il cinema.
Nel 1956 scrisse e interpretò, insieme al drammaturgo Franco Parenti, un varietà per la radio intitolato Non si vive di solo pane, che lo stesso Fo ricorderà in seguito come uno dei suoi programmi di maggior successo[3].
Nel 1962 Fo e la moglie, che nel frattempo avevano fondato la Compagnia Dario Fo - Franca Rame, prepararono una serie di brevi pezzi per lo spettacolo di varietà televisivo della RAI Canzonissima. La censura intervenne così spesso che abbandonarono la televisione in favore del teatro.
Le commedie prodotte tra il 1959 e il 1961 avevano la struttura della farsa, dilatata e arricchita da elementi di satira di costume. Con atteggiamento critico verso quello che lui denominava "teatro borghese", Fo cominciò a recitare in luoghi diversi dai teatri quali piazze, case del popolo, fabbriche, dove trovava naturalmente un pubblico diverso, composto soprattutto dalle classi subalterne (cfr. Chiara Valentini in bibliografia).
Nel 1968 venne fondato il gruppo teatrale Nuova Scena, con l'obiettivo di ritornare alle origini popolari del teatro ed alla sua valenza sociale. Le rappresentazioni avvenivano in luoghi alternativi ai teatri ed a prezzo politico. Nel 1969 Fo portò in scena con grande successo Mistero buffo; egli, unico attore in scena, recitava una fantasiosa rielaborazione di testi antichi in grammelot. Il grammelot è un linguaggio teatrale derivato dalla tradizione della Commedia dell'Arte costituito da suoni che imitano il ritmo e l'intonazione di un idioma reale. Fo utilizzò il padano, che imitava i vari dialetti parlati nella Val Padana (cfr. Pizza e Soriani in bibliografia).
Il Mistero buffo di Fo costituisce, per certi versi, il modello di quel quasi-genere che si è soliti definire come teatro di narrazione.
Negli anni settanta, Fo si schierò con le organizzazioni extraparlamentari di estrema sinistra e fondò il collettivo La Comune, con la quale tentò con grande passione di stimolare il teatro di strada.
Al 1970 risale Morte accidentale di un anarchico, con il quale Fo tornò alla farsa ed all'impegno politico; era chiaramente ispirata al caso della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli ma, per evitare la censura, si ispirava ufficialmente ad un evento analogo avvenuto negli Stati Uniti all'inizio del XX secolo. Nell'opera, Luigi Calabresi è il dottor Cavalcioni, che posiziona gli interrogati a cavalcioni di una finestra, accreditando l'ipotesi, poi smentita dall'inchiesta della magistratura nonostante le numerose critiche protrattesi nel tempo, della defenestrazione dolosa dell'anarchico.
La vicenda si svolge in una stanza della procura centrale di Milano con protagonista quel "Matto" che ricorre spesso nel teatro di Fo quando occorre rivelare verità scomode. Il matto adotta vari travestimenti (psichiatra, giudice, capitano della scientifica e vescovo) mediante i quali la versione ufficiale dei fatti mostra tutte le sue contraddizioni e, nel tentativo di costruire una versione plausibile, emergono altre esilaranti incongruenze.
In merito alla stessa vicenda Fo firmò la lettera aperta pubblicata dal settimanale L'Espresso nel giugno 1971 sul caso Pinelli.
In questo periodo, comunque, Fo, con la moglie Franca Rame, torna in televisione per un ciclo chiamato Il teatro di Dario Fo (Rete 2, dal 22 aprile 1977, ore 20.30). Questa serie di trasmissioni porterà il futuro Premio Nobel ad essere apprezzato da una ancor più vasta schiera di persone, come solo la televisione può fare. Vengono proposte tutte le [pièces] montate nella Palazzina Liberty dell'antico Verziere di Milano (da cui è anche trasmessa la serie).
I titoli proposti sono: Mistero Buffo, che apre il ciclo, Settimo: ruba un po' meno, Isabella, tre caravelle e un cacciaballe e Parliamo di donne quest'ultimo interpretato dalla sola Franca Rame. Per non smentire la sua fama rivoluzionaria, per non dire "eversiva", la serie, ed in particolare Mistero Buffo attirò l'attenzione del Vaticano che per bocca del cardinale Poletti reagì molto duramente al linguaggio trasgressivo che popola le rappresentazioni della celebre coppia di artisti. Una curiosità, anche se autore di molte canzoni (soprattutto per Enzo Jannacci), per l'unica volta in tutta la sua carriera si trovò nella hit parade dei 45 giri, anche se in posizioni basse, con la sigla del programma dal titolo ironico "Ma che aspettate a batterci le mani".
Il teatro di Fo possiede la caratteristica di cogliere l'attualità anche in argomenti che a prima vista ne sono lontani; altra costante è quella dell'anticlericalismo. Questi due elementi sono evidenti nella commedia del 1989 Il papa e la strega che prende spunto dall'approvazione di una legge sulla droga che voleva essere molto repressiva ma che ebbe scarsi risultati[senza fonte]. Come sempre l'impianto è farsesco e la vittima della satira è la miopia dimostrata dal governo nella stesura della legge con l'appoggio della Chiesa.
Sempre nel 1989, la sua satira del servilismo ha un tassello in più nella curiosa partecipazione allo sceneggiato TV I promessi sposi di Salvatore Nocita, dove interpreta a suo modo il dottor Azzeccagarbugli. Particolare: in questa trasposizione filmica del romanzo di Alessandro Manzoni gli attori, fra molte polemiche, recitano tutti (compreso Alberto Sordi nella parte di don Abbondio) in inglese: l'unico che si rifiuta è lo stesso Fo, che per questo conserverà il ruolo nell'edizione italiana ma verrà sostituito dal britannico John Karlsten in quella internazionale.
Il 1992 fu l'anno della celebrazione dei cinque secoli dalla scoperta dell'America e Fo la raccontò alla sua maniera in Johan Padan a la descoverta de le Americhe dove un povero della provincia bergamasca, cercando di sfuggire all'Inquisizione scappa da Venezia per approdare in Spagna e giungere infine, con una serie di vicende, nel nuovo mondo. Qui Fo, per proporre una rilettura della storia alternativa a quella ufficiale, utilizza lo stratagemma dell'eroe per caso che ha il suo piccolo ruolo in una vicenda più grande di lui. Sono molti i punti in comune con Mistero buffo: anche qui si utilizza un divertente grammelot padano-veneto in un testo dove il messaggio stesso è divertente, in una favola dove il comico fornisce il suo dissacrante punto di vista del mondo. Anche in questo caso Fo è solo in scena interpretando tutti i personaggi (sul Johan Padan si veda il contributo di Cristopher Cairns nel volume Coppia d'arte - Dario Fo e Franca Rame riportato nella bibliografia conclusiva).
Negli ultimi anni, la produzione di Fo ha continuato a seguire le due strade parallele della commedia farsesca (Il diavolo con le zinne, 1997) e del monologo costruito sul modello archetipico del Mistero buffo (da Lu santo jullare Francesco del 1999 allo spettacolo-lezione Il tempio degli uomini liberi del 2004).
Nel 1999, Dario Fo è stato insignito della laurea honoris causa all'Università di Wolverhampton insieme a Franca Rame.
L'avvento del secondo governo Berlusconi lo ha nuovamente sospinto verso una produzione civile e politica che si è infine concretata nell'allestimento di opere satiriche proprio su Berlusconi, da Ubu rois, Ubu bas a L'Anomalo Bicefalo, scritta insieme con la moglie Franca Rame: quest'ultima commedia è incentrata sulle vicende giudiziarie, politiche, economiche di Silvio Berlusconi in cui Fo impersona il premier che, dopo aver perso la memoria in seguito ad un incidente, riuscirà a riacquistarla confessando la verità sulle sue vicende. Della commedia è stata temporaneamente impedita la diffusione televisiva, a causa della querela presentata da Marcello Dell'Utri, in quanto l'opera citava alcune sue vicende giudiziarie (su L'Anomalo Bicefalo si veda l'articolo di Scuderi nella bibliografia finale).
Contemporaneamente ha portato in scena, insieme a Giorgio Albertazzi, una serie di spettacoli-lezioni sulla storia del teatro in Italia, spettacoli trasmessi anche in televisione, su Rai 2.
Nel 2005 Fo viene insignito della laurea honoris causa all'Università della Sorbona di Parigi, mentre l'anno successivo, nel 2006, la stessa onorificenza gli viene assegnata dalla Sapienza Università di Roma (l'unico insieme a Luigi Pirandello e Eduardo de Filippo).
Il 29 gennaio 2006 è stato candidato alle elezioni primarie dell'Unione per designare il candidato a sindaco di Milano ottenendo il 23,1% dei voti, secondo piazzato dopo il vincitore Bruno Ferrante: la campagna elettorale per le primarie del premio Nobel è raccontata dal documentario Io non sono un moderato di Andrea Nobile. Alle consultazioni comunali del capoluogo lombardo ha lanciato una propria lista civica che ha ottenuto appena il 2,12% dei consensi, ma sufficienti per far eleggere Fo consigliere comunale. Per sostenere la sua candidatura come sindaco il 26 aprile 2006 viene organizzato all'Area 51 di Milano uno show intitolato "Rock 'n' Fo" che ha visto protagonisti diversi giovani artisti tra cui il cantautore Gabriele Savasta e la rock band Snatchers. Il 17 febbraio 2007 è stato a Vicenza, alla manifestazione contro la costruzione dell'aeroporto militare americano presso il Dal Molin. Nel 2008 collabora con il cantautore pavese Silvio Negroni scrivendo il brano La verzine e o Piccirillo, che Negroni eseguirà nell'album del suo gruppo I fio dla nebia.
Nel 2007 partecipa come personaggio e voce narrante al film cospirazionista Zero - Inchiesta sull'11 settembre.
Nel 2010 recita in una canzone del cantautore Luca Bussoletti. Si tratta di A solo un metro, un brano sulle mine antiuomo il cui ricavato è devoluto ad Amnesty International sezione italiana il cui videoclip è girato in Afghanistan ed è mandato in esclusiva dal sito della rivista Rolling Stone.
Il 24 marzo 2012, giorno del suo ottantaseiesimo compleanno, ha inaugurato la mostra Lazzi Sberleffi Dipinti presso Palazzo Reale di Milano nella quale sono esposte oltre 400 opere che percorrono tutto l'arco della sua vita e della moglie Franca Rame.
Fonte: Wikipedia