Daniele Sepe è la napoletanità che si fonde con il jazz, il funk, il folk balcanico e il rock, una contaminazione continua dove la vivacità e la forza dei suoni si accompagna ad una sentita critica sociale che non disdegna anche il gioco dell’ironia. I lavori discografici si susseguono negli anni, più di venticinque album per questo straordinario artista che fa di ogni disco un capitolo a se, sia per generi attraversati, che per sentimenti che esprime di volta in volta, dischi scomodi, suite orchestrali, musiche medievali, jazz, rap, funk, blues, musica tradizionale. E’ indefinibile, sfuggente per spirito e sostanza a qualsivoglia etichetta. Daniele Sepe così definisce il proprio stile: “La musica è fatta di tante cose molto diverse fra di loro, è così come un regista fra loro di genere, pensa a Kubrick dall’horror alla fantascienza ad un film storico tutti fatti bene, io spero di fare cose molto diverse fra di loro e tutte fatte bene”.