Walter Parazaider, Lee Loughnane e James Panko sono tre giovani musicisti studenti alla DePaul University. Si fanno le ossa nei club della città, suonando qualsiasi genere di musica, dall’ R&B alla musica irlandese. Incontrano così il chitarrista Terry Kath e il batterista Danny Seraphine; a metà degli anni Sessanta si aggiunge Robert Lamm.
La band incomincia a suonare un repertorio di cover – tratte dal repertorio di James Brown e Wilson Pickett – ma un loro amico, James William Guercio, che nel frattempo è diventato un produttore della Columbia Records, li incoraggia a scrivere dei pezzi propri. Nello stesso periodo al sestetto si unisce Peter Cetera, già cantante e bassista degli Exceptions.
Guercio finanzia la band e la fa trasferire a Los Angeles nel 1968. Quasi contemporaneamente riesce a procurare ai Chicago un ingaggio alla Columbia per un dubbio album, decidendo anche che il gruppo venga rappresentato sulla cover del disco da un logo invece che da una fotografia.
Esce così – nell’aprile del 1969 - CHICAGO TRANSIT AUTHORITY, che porta i sette in un tour nazionale. In giugno il disco raggiunge la top 20, ma senza un singolo di supporto: diventa infatti un successo underground grazie ai passaggi di alcune stazioni radio di musica rock. L’album comunque riesce a divenire disco d’oro e a vendere alla fine dell’anno due milioni di copie.
Nel 1970 – sempre sotto la supervisione di Guercio – viene poi pubblicato il secondo album del gruppo, l’altro doppio CHICAGO II. Il primo singolo "Make me smile" diventa un successo della Top 100. In primavere la Columbia Records realizza DOES ANYBODY REALLY KNOW WHAT TIME IT IS?, che riprende alcuni brani del primo album e i successivi singoli.
CHIGAGO III, ancora altro doppio, è pronto nel 1971, riuscendo a vendere sempre molto bene pur non piazzando nessun singolo nella Top Ten. A questo segue il live CHICAGO AT CARNEGIE HALL, che vende milioni di copie. CHICAGO V – questa volta un unico LP – viene pubblicato nel giugno del 1972, rimane nove settimane primo in classifica e vende più di due milioni di copie, forte del traino del singolo "Saturday in the Park."
CHICAGO VI esce a un anno di distanza e ripete lo stesso successo, lanciando brani come "Feelin' stronger every day" e"Just you 'n' me".
La successiva hit "(I've been) searchin' so long” fa da apripista a CHICAGO VII del 1974. La storia si ripete: milioni di copie vendute e grandissimo successo, così come CHICAGO VIII (1975), CHICAGO IX (sempre 1975) e CHICAGO X, che fa conquistare alla band anche un Grammy per la canzone "If you leave me now". Anche il successivo CHICAGO XI (1977) raggiunge ottimi risultati.
Se i riscontri sono più che positivi, cominciano a esserci delle discussioni tra i Chicago e la parte produttiva, la cui pressione non è vista di buon occhio dal gruppo che decide di fare anche a meno di Guercio. A ciò si aggiunge l’improvvisa scomparsa di Kath, che muore per un colpo accidentale di fucile nel gennaio del 1978.
Nonostante l’enorme perdita, i rimanenti membri decidono di continuare e Donnie Dacus – scelto tra molti aspiranti successori – prende il posto di Kath.
Il suono - come si capisce dal primo singolo la hit "Alive again" – è più rock, ma nonostante questo HOT STREETS è il primo album della band che non raggiunge la Top Ten. Anche CHICAGO 13, non raggiunge i risultati sperati. A questo punto Dacus lascia la band, sostituito da Chris Pinnick. Successivo è CHICAGO XIV – realizzato nel 1980 – mentre per il quindicesimo album, il GREATEST HITS VOL 2., la band lascia la Columbia Records e incomincia a lavorare, cercando un nuovo approccio. Approccio che trovano nel compositore – produttore David Foster, che fa ritornare i Chicago all’enfasi del passato grazie alle ballate cantate da Cetera. A questo si aggiunge la presenza di Bill Champlin, un multi-strumentista molto capace. Il gruppo - con questa nuova formazione – firma con la Full Moon Records e realizza CHICAGO 16 nell’inverno del 1982, anticipato dal singolo "Hard to say i'm sorry". Il disco ritorna a vendere milione di copie; a esso segue CHICAGO 17 (1984), forse il miglior successo del gruppo, poiché vende sei milioni di copie.
Tuttavia – nonostante il successo riconquistato - nel 1985 Cetera decide di lasciare il gruppo per una carriera solista. A lui si sostituisce Jason Scheff, che ha una voce molto simile a quella di Cetera, ricreando così le stesse atmosfere delle ballate tipiche della band. Lo strappo con Cetera si fa sentire, anche se i due album successivi – CHICAGO 18 E CHICAGO 19 – vengono accolti bene.
La fine degli anni Novanta vede ancora un cambio nella formazione: CHICAGO TWENTY 1 non ha il successo sperato.
Nel 1995, Keith Howland sostituisce Bailey alla chitarra; nello stesso anno i Chicago rifiutano di concedere i diritti alla Columbia per creare il catalogo delle loro canzoni e creano una propria etichetta, la Chicago Records. Firmano comunque con la Giant Records per realizzare il loro ventiduesimo album NIGHT&DAY. A questo fanno seguito le due raccolte THE HEART OF CHICAGO 1967- 1997 e THE HEART OF CHICAGO VOL.2 1967- 1998.
Nel 1998 realizzano CHICAGO 25: THE CHRISTMAS ALBUM e nel 1999 CHICAGO XXVI: THE LIVE ALBUM. Nel 2002, passano alla Rhino Records per la ristampa dei loro lavori. Il successo di THE VERY BEST OF CHICAGO: ONLY THE BEGINNING conferma che i Chicago continuano a riscuotere consensi. Nel 2006 la band riappare con un nuovo album CHICAGO XXX, pubblicata per Rhino. L’anno successivo esce THE BEST OF CHICAGO: 40TH ANNIVERSARY EDITION, un altro greatest hits.
Fonte: Rockol