Robin Skinner fa musica da solo, nella sua camera da letto, ma le sue canzoni appartengono al
mondo. Figlio di una flautista professionista e del direttore musicale dell’Università di Cambridge,
il giovane cantautore britannico – che si esibisce sotto lo pseudonimo di CAVETOWN dal 2013 – ha
talento musicale incorporato nel DNA. L’artista di Cambridge è emerso come una delle voci
preminenti nella scena pop DIY, con oltre 2,3 miliardi di stream globali fino ad oggi, inclusi 8,4
milioni di ascoltatori Spotify mensili e 1,9 milioni di abbonati YouTube.
Con i suoi brani racconta storie di amore e di perdita: per tre minuti alla volta, gli ascoltatori si
sentono meno soli con le sue canzoni, trovando conforto in tempi di caos e confusione.
“Parlo di cose molto autentiche e molto personali che trovo difficili da dire” spiega Skinner.
“Ecco perché scrivo canzoni al riguardo. Penso che le persone si relazionino a questo: a volte non
riescono a esprimere le cose a parole, ma quando sentono una canzone al riguardo, possono
riconoscersi”.
Il legame diretto con le emozioni dei fan è il risultato della relazione senza barriere che Skinner ha
creato con il suo pubblico. Al di fuori della sua musica, il canale YouTube di Cavetown è pieno di
vignette, di dietro le quinte – insieme a copertine delle sue canzoni preferite e altre prelibatezze
musicali – che consentono ai fan di conoscere Skinner al di là della sua musica.
Questa meravigliosa relazione simbiotica si riflette nella devozione dei suoi fan. Un legame
indissolubile e autentico reso ancora più commovente dal modo in cui si è sviluppato
organicamente nel corso degli anni.
Con l’uscita del suo rivoluzionario album d’esordio del 2018, “Lemon Boy”, la personalità umile ma
allo stesso tempo accattivante di Skinner ha preso d’assalto il web, conquistando rapidamente
ascoltatori e critica. Protagonista di concerti sold out negli Stati Uniti e Regno Unito, è stato anche
ospite di importanti festival come Lollapalooza e Reading & Leeds.
Nel 2020, ha presentato il suo album di debutto per una major, “SLEEPYHEAD”, seguito dal suo EP
più acclamato dalla critica fino ad oggi, “Man’s Best Friend”, che ha ottenuto elogi da The New
York Times, The FADER, Rolling Stone, Billboard, CLASH Magazine.