Ci sono dischi che non nascono per scalare le classifiche, ma per creare mondi. Quando nel 2012 Steven Wilson e Mikael Åkerfeldt (mente degli Opeth) unirono le forze per il progetto Storm Corrosion, il risultato fu un’opera spiazzante: niente riff metal, niente strutture rassicuranti, solo una nebbia psichedelica di folk oscuro e atmosfere orchestrali. Per anni i fan si sono chiesti se quel viaggio sarebbe rimasto un caso isolato. Oggi, la risposta sembra finalmente essere arrivata. In una recente intervista, Åkerfeldt ha confermato quello che molti speravano: i due "fratelli di sangue" musicale sono tornati a parlare seriamente di un nuovo capitolo insieme.
Il seme di questa nuova collaborazione è stato gettato alla fine dello scorso anno, durante un tour in Australia. Lontano dalle luci della ribalta e dai ritmi frenetici del palco, i due amici di lunga data si sono ritrovati a parlare del futuro. "Voleva, proprio come me, concentrarsi di più sul lavoro creativo rispetto al ciclo infinito di tour, tour e ancora tour" ha raccontato Åkerfeldt. Per anni, il problema principale è stato il tempo. Quando Wilson finiva un disco, Åkerfeldt era nel bel mezzo di un tour mondiale, e viceversa. Ma nel 2026, gli ingranaggi si sono finalmente incastrati.
Steven Wilson ha appena concluso gli impegni legati al suo acclamato album del 2025, "The Overview"; gli Opeth stanno portando a termine il tour per "The Last Will And Testament", che li terrà occupati fino alla fine di quest'anno. Con le agende finalmente libere, si apre una finestra temporale rara e preziosa. L'obiettivo? Chiudersi di nuovo nella stessa stanza. "Non vogliamo farlo via email," ha ribadito Mikael.
Nonostante il nome provvisorio sia "Storm Corrosion 2", Åkerfeldt ha messo in chiaro che non sarà una semplice ripetizione: "Non credo che seguiremo necessariamente lo specifico tono impostato con quel primo disco. Dipenderà da cosa uscirà fuori".
Il progetto originale nacque dalla noia verso il prog metal convenzionale; questo nuovo capitolo potrebbe esplorare territori ancora più estremi o, al contrario, sorprenderci con qualcosa di totalmente inaspettato. In fondo, la bellezza di questa unione sta proprio nell'imprevedibilità: due geni che, quando si incontrano, smettono di essere delle rockstar per tornare a essere quei ragazzi curiosi che giocano con i suoni nel buio di uno studio.
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