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Quante chance ha Sal Da Vinci di vincere l'Eurovision

06.05.2026 Scritto da Mattia Marzi

Pop, melodico, italiano. Anzi, italianissimo. Ma può davvero ripetere il boom dei Måneskin? Sal Da Vinci si prepara a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, in programma dal 12 al 16 maggio a Vienna, in Austria. Sarà un’edizione particolare (in Italia le due semifinali del 12 e 14 maggio andranno in onda in prima serata su Rai2, mentre la finale del 16 sarà trasmessa su Rai1 - i tre appuntamenti vedranno alla conduzione Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini), segnata da polemiche e tensioni che vanno ben oltre la musica. Il boicottaggio internazionale legato alla partecipazione di Israele ha già prodotto effetti concreti: Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno deciso di non prendere parte alla competizione. Un segnale forte, che riduce il numero dei partecipanti a 35 – tra i più bassi degli ultimi anni – e che potrebbe riflettersi anche sugli ascolti, con alcune emittenti (come quella spagnola) che non trasmetteranno nemmeno le serate. Il clima è incandescente anche nel mondo artistico: oltre mille musicisti hanno aderito all’iniziativa “No Music for Genocide”, firmando una lettera di boicottaggio. Tra i nomi più noti figurano Roger Waters, Massive Attack, Brian Eno e Peter Gabriel.

Da Sanremo all'Eurovision

In questo contesto così carico, l’Italia punta su Sal Da Vinci e sulla sua “Per sempre sì”, brano vincitore del Festival di Sanremo (e che dà il titolo all'album che uscirà il 29 maggio). Una vittoria arrivata in un’edizione, quella del 2026, che a sua volta è stata segnata da assenze eccellenti e da un boicottaggio “silenzioso” da parte di diversi big della musica italiana. Tra chi ha scelto di non partecipare, più o meno esplicitamente, ci sono stati Madame, Blanco e Alfa. «Non ho presentato alcuna canzone», ha chiarito il cantautore genovese, tirandosi fuori, e forse sarebbe stato persino il suo anno dopo un'estate - la scorsa - da re delle classifiche con "A me mi piace". «Non sento proprio la necessità di andarci», il commento di Ernia. E come loro molti altri, i cui rifiuti hanno indotto Carlo Conti a puntare su emergenti o outsider, a partire dallo stesso Sal Da Vinci. Il successo della voce di "Per sempre sì" a Sanremo ha fatto parlare anche per il cortocircuito che ha generato: da un lato un Festival svuotato di molti dei suoi protagonisti più attesi, dall’altro il trionfo di un artista fuori dalle dinamiche più contemporanee del pop italiano, capace però di intercettare un pubblico trasversale e di ribaltare i pronostici proprio nel momento di maggiore disaffezione.

Come arriva Sal Da Vinci all'Eurovision

Eppure, tra gli appassionati dell’Eurovision – gli eurovisioners – l’entusiasmo non manca. Le reaction online al brano italiano sono state in gran parte positive, segno che il pezzo potrebbe giocarsi bene le sue carte, almeno sul piano emotivo e melodico. Ma cosa dicono i numeri? Secondo le stime dei bookmaker raccolte da Eurovisionworld, la situazione è piuttosto chiara: Sal Da Vinci è attualmente decimo, con appena il 2% di probabilità di vittoria. Davanti a lui, nettamente favoriti, ci sono i finlandesi Lampenius & Parkonnen con il 31%, seguiti dal greco Akylas (16%) e da Danimarca (11%), Australia (8%) e Francia (7%). Numeri che raccontano una verità semplice: l’Italia parte dietro. Molto dietro. Sal Da Vinci ha scelto di puntare tutto sulla sua italianità, per far breccia nel cuore degli spettatori: i video condivisi sui canali social della kermesse sono tutto un trionfo di luoghi comuni sul nostro Paese e su Napoli. Come questo, in cui si presenta così: «Hi, my name is Sal Da Vinci and I'm representing Italy. Ciao uagliò... Vuol dire "ciao ragazzi", "amici"».

La performance

Questo non significa che il risultato sia già scritto. L’Eurovision ha dimostrato più volte di saper ribaltare pronostici e premiare performance capaci di creare connessione immediata con il pubblico. È lì che Sal Da Vinci dovrà giocarsi tutto: sulla voce, sull’interpretazione, sulla capacità di trasformare una canzone tradizionale in un momento universale e sulla messa in scena, che all'Eurovision fa sempre la differenza. Ripetere l’impresa dei Måneskin appare, oggi, improbabile. Ma sorprendere, quello sì (anzi, per sempre sì), è ancora possibile.


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