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I Rolling Stones hanno presentato il nuovo album a New York

06.05.2026 Scritto da Redazione Rockol

Dopo l’annuncio ufficiale della pubblicazione, il prossimo 10 luglio, del loro nuovo album "Foreign Tongues", i tre Rolling Stones – Mick Jagger, Keith Richards e Ron Wood – agli ordini del conduttore televisivo Conan O’Brien hanno incontrato la stampa a New York per un Q&A e per la proiezione del video del nuovo singolo tratto dall'album, "In the stars".

Nella nuova fatica discografica della leggendaria band inglese è presente un brano, "Hit Me in the Head", in cui suona il batterista Charlie Watts scomparso nel 2021. Una vecchia registrazione. Come riporta Andy Greene sul magazine Rolling Stone, Jagger ha commentato: "Quello lo abbiamo fatto a L.A. con Charlie. È un pezzo punk molto veloce, super veloce".

Tra gli ospiti presenti in "Foreign Tongues" figura l'ex Beatle Paul McCartney. Keith Richards ha spiegato, senza girarci troppo intorno, che McCartney stava lavorando nello studio accanto al loro e "Voleva provare a suonare con la band, voleva togliersi lo sfizio". Se Macca si può considerare un amico di vecchia data, risulta invece più sorprendente la partecipazione al disco del frontman dei Cure Robert Smith. A raccontare come sia potuto accadere lo spiega Mick Jagger: "Sono arrivato un giorno a Londra per registrare le mie parti vocali e c’era questo tizio di schiena con indosso una lunga veste. Si è girato, aveva il rossetto. Ho detto: 'Non ci siamo mai incontrati prima, ma tu sei Robert Smith dei Cure'. E lui: 'Sì'. Allora gli ho detto: 'Già che sei qui, tanto vale che ti metti a fare qualcosa'". Oltre a loro sono presenti nel disco anche Steve Winwood e il batterista dei Red Hot Chili Peppers Chad Smith.

Tra le altre cose Mick Jagger ha detto che per realizzare "Foreign Tongues" ci è voluto circa un mese: "Una volta stavamo mesi e mesi in studio, che è un altro modo di lavorare." E ha aggiunto: "Avevamo già lavorato in quello studio (i Metropolis Studios). Una volta era una centrale elettrica. In quella stanza però non avevamo mai registrato. È decisamente piccola. Grande abbastanza, ma non enorme. Non dovevi nemmeno guardarti attorno per vedere tutti gli altri, riuscivi sempre a capire cosa stavano facendo, cosa stavano pensando. Ha funzionato bene, il suono era ottimo".

Nell'incontro moderato da O'Brien purtroppo non si è fatto alcun cenno a un possibile impegno in tour per presentare il disco dal vivo.


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