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Sanremo, quest’anno, parla (anche) di sé stesso: i testi

17.02.2026 Scritto da Mattia Marzi

Il premio all’originalità va a Levante, che in “Sei tu” utilizza il condizionale presente del verbo “lacrimare”: non capita di trovarlo tutti i giorni, in una canzone pop. Ma anche Dargen D’Amico non scherza, tirando in ballo nel testo della sua “Ai Ai” la leggenda di Carlos Raposo, il giocatore-impostore che negli Anni ’80 riuscì a ottenere una serie di contratti con le più importanti squadre brasiliane, senza però scendere mai in campo. E se Fulminacci cita in “Stupida sfortuna” il Festival di Sanremo, che quest’anno parla anche di sé stesso, Fedez invece si autocita nel testo di “Male necessario”.  I testi delle 30 canzoni dei big in gara a Sanremo 2026 sono stati pubblicati oggi nel tradizionale numero di Tv Sorrisi e Canzoni con la copertina dedicata al cast. Ecco i 30 versi - uno per ogni canzone - che raccontano al meglio che Sanremo sarà. 

Arisa - “Magica favola”

«Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta».

Bambole di Pezza - “Resta con me”

«Una ragazza una chitarra, e una tempesta, questi non sanno cosa provo dentro».

Chiello - “Ti penso sempre”

«Ti penso sempre, voglio disinnamorarmi».

Dargen D’Amico - “Ai Ai”

«Prendiamo un giorno di riposo dai, trova il modo, Carlos Raposo».

Ditonellapiaga - “Che fastidio”

«Non posso sopportare gli arrivisti e i “giornalisti perbenisti” (che fastidio!) / e poi i tronisti presentati come artisti (che fastidio!)».

Eddie Brock - “Avvoltoi”

«Perché è più facile per te farti spogliare che spogliarti il cuore».

Elettra Lamborghini - “Voilà”

«Noi due sotto un cielo a pois, così chic, così hard».

Enrico Nigiotti - “Ogni volta che non so volare”

«Il tempo corre quanto è stronzo, sorpassa e poi ti ruba il posto».

Ermal Meta - “Stella stellina”

«Come le farfalle hai vissuto un giorno».

Fedez e Marco Masini - “Male necessario”

«Che brutta gente che frequenta Fedez».

Francesco Renga - “Il meglio di me”

«A volte capita che sorride anche una lacrima».

Fulminacci - “Stupida sfortuna”

«E passeranno classifiche e Sanremi, taxi, treni, aerei».

J-Ax - “Italia starter pack”

«Qui non si protesta per lo stipendio, colo per la pizza con l’ananas».

LDA & Aka7even - “Poesie clandestine”

«Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè».

Leo Gassmann - “Naturale”

«Che Roma ad agosto sembra l’Antartide».

Levante - “Sei tu”

«Lacrimeresti tutto il mio stupore».

Luchè - “Labirinto”

«Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga».

Malika Ayane - “Animali notturni”

«La strada è una giungla, puntiamo alla luna come animali notturni».

Mara Sattei - “Le cose che non sai di me”

«Io vorrei solo parlarti d’amore nel silenzio di ciò che non dico».

Maria Antonietta e Colombre - “La felicità e basta”

«Come diceva quella popstar sorridente in Valentino».

Michele Bravi - “Prima o poi”

«Quando accendi la radio canti solo le canzoni ma degli altri».

Nayt - “Prima che”

«Chi aspetti? Io nessuno a salvarci».

Patty Pravo - “Opera”

«Nella vanità, io sono musa, colore tagliente e poi opera, l’opera».

Raf - “Ora e per sempre”

«Sei nell’anima e lì ti cercherò».

Sal Da Vinci - “Per sempre sì”

«Con la mano sul petto io te lo prometto davanti a Dio».

Samurai Jay - “Ossessione”

«Poi facciamo l’alta marea sotto la luna piena».

Sayf - “Tu mi piaci tanto”

«E come ha detto un imprenditore: “L’Italia è il paese che amo”».

Serena Brancale - “Qui con me”

«Scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero, per averti ancora qui con me».

Tommaso Paradiso - “I romantici”

«Vorrei avere un pianoforte in tasca solo per ricordarmi di noi».

Tredici Pietro - “Uomo che cade”

«E faccio un’altra figuraccia, come un bambino scivolato in una piazza»


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