Il sipario sul Festival di Sanremo 2026 è calato, con la consueta liturgia di commenti a caldo. Ma, come spesso accade quando si spengono le luci dell’Ariston, il vero “dopofestival” comincia fuori dal palco. E anche quest’anno, come da tradizione, non si parla solo di canzoni, ma di numeri, percentuali e presunti torti. A far discutere sono alcune dichiarazioni rilasciate nelle ore successive alla finale, sulle quali è bene fare chiarezza.
Carlo Conti: «Sal Da Vinci ha vinto grazie alla stampa». Ma è davvero così?
Carlo Conti è intervenuto lunedì ai microfoni di Radio Toscana e tra le altre cose ha commentato la vittoria di Sal Da Vinci con “Per sempre sí”: «Curiosamente, siccome spesso si lamentano delle votazioni, che il televoto è quello che fa vincere… in questo caso sono state la giuria della sala stampa e delle radio, perché il televoto aveva premiato Sayf», ha detto (potete riascoltare l’intervista a questo link: il passaggio in questione è al minuto 5.30). In realtà la vittoria di Sal Da Vinci non è stata determinata dalla sala stampa e dalla giuria delle radio, ma proprio dal televoto, come rivelato dai risultati delle votazioni di tutte le serate del Festival, pubblicate da prassi dalla Rai all’indomani della finale. Nonostante Sayf nella finalissima a cinque abbia ottenuto qualche televoto in più rispetto al cantautore napoletano (26,4% contro 23,5%), quest’ultimo ha potuto contare sul “tesoretto” composto dall’esito delle votazioni delle precedenti serate, che nella somma complessiva di tutti i voti gli ha comunque permesso di avere la meglio sulla voce di “Tu mi piaci tanto”. Nello specifico, a determinare la vittoria di Sal Da Vinci ci hanno pensato la marea di televoto ottenuti nella serata di giovedì e nella prima parte della finale di sabato, quella in cui si sono (ri)esibiti tutti i 30 big. Nella serata di giovedì Sal Da Vinci ha ottenuto al televoto il 20,8% delle preferenze, mentre Sayf si è fermato al 13,4% delle preferenze. Una differenza di oltre sette punti percentuali. Sal Da Vinci ha battuto Sayf al televoto anche nella prima parte della finale di sabato: ha conquistato il 13,1% dei voti, contro il 10,9% di Sayf. Va detto inoltre che nonostante nella prima serata, in cui era l’unica componente di giuria, la sala stampa abbia preferito Sal Da Vinci a Sayf (il primo si è classificato sesto martedì sera, il secondo decimo), nella prima parte della finale di sabato Sayf ha avuto alla fine la meglio su Da Vinci per il voto della stampa (il rapper di “Tu mi piaci tanto” sabato si è classificato quarto per la stampa nella prima parte della finale, mentre il cantautore napoletano era sesto). Lo stesso vale per la giuria delle radio: giovedì sera Sal Da Vinci e Sayf nella classifica delle radio si sono piazzati rispettivamente al terzo e quarto posto, ma nella finale a 30 di sabato Sayf ha conquistato il terzo posto e Sal Da Vinci è scivolato al sesto. E se nella finalissima a cinque le radio hanno preferito Sal Da Vinci (secondo) a Sayf (terzo), la sala stampa ha invece riservato più voti a Sayf (terzo) che al cantautore di “Per sempre sì” (quarto). Tradotto: a fare la differenza sono stati proprio i voti ottenuti dal pubblico da Sal Da Vinci tra giovedì e la prima parte della finale di sabato. Le dichiarazioni di Conti sorprendono un po’. Da lui, infatti, ci si aspetta una conoscenza approfondita del regolamento: è il direttore artistico, la figura che più di ogni altra incarna l’impianto della manifestazione. È ragionevole dare per scontato che conosca nel dettaglio il meccanismo di voto, che lui stesso ha contribuito a scrivere o comunque ad avallare, anziché lasciarsi andare a dichiarazioni che rischiano di alimentare inutili polemiche.
Il manager di Luchè contro la stampa (ma al televoto è arrivato...)
Altrettanto sorprendenti sono le dichiarazioni affidate ai social da Cristiano Magaletti, manager di Luchè. Tracciando un bilancio del suo artista al Festival, Magaletti ha scritto in un post su Instagram: «A Sanremo sei rimasto Luchè, senza soubrette né coreogratie. Una sola conferenza stampa dove temevamo il pregiudizio e, vista la classifica, ecco la conferma: la solita Sala Stampa che ci mette ultimi. Trentesimi su 30, dietro a Gassman e Brock. Fai la media col televoto ed in un attimo sei quasi primo». Il trentesimo posto al quale allude Magaletti è quello conquistato da Luchè nella prima serata, quando votava solamente la sala stampa. Giovedì Luchè si è classificato undicesimo su quindici big in gara quella sera, mentre al televoto è arrivato quarto con l’11,03% delle preferenze (contro il 20,8% di Sal Da Vinci, il 16,7% di Arisa, il 13,4% di Sayf). Nella finale a 30 di sabato Luchè si è classificato venticinquesimo per le radio, ventinovesimo per la sala stampa e dodicesimo al televoto. Al televoto, nello specifico, Luchè ha ottenuto il 3,7% dei voti: davanti a lui Sal Da Vinci, che ha invece ottenuto il 13,1% delle preferenze, ma anche Arisa, Sayf, Ditonellapiaga, Fedez, Masini, Nayt, Ermal Meta, Lda & Aka7even, Fulminacci, Tommaso Paradiso, Serena Brancale. Troppo pochi per risalire la china. Il dodicesimo posto conquistato da Luchè al televoto nella finale a 30 di sabato coincide con il dodicesimo posto nella classifica generale.
Una soluzione per prevenire future polemiche
È evidente che il meccanismo di votazione previsto dal regolamento sembri quasi costruito per generare polemiche. La stratificazione delle giurie, i pesi percentuali che cambiano di serata in serata, le classifiche parziali che si sommano e si rimescolano rendono il risultato finale meno immediato da comprendere. È un sistema complesso, poco intuitivo per il grande pubblico e perfetto per alimentare l’idea di ribaltoni o ingiustizie. E allora una provocazione, ma fino a un certo punto: perché non immaginare, dal 2027, un sistema fondato esclusivamente sul voto del pubblico da casa? Sarebbe la scelta più lineare e, paradossalmente, la più trasparente. Un solo corpo votante, una sola classifica costruita progressivamente sera dopo sera. Niente pesi variabili, niente medie ponderate difficili da spiegare, niente sospetti di “compensazioni” tra giurie. Chi prende più voti, vince. Punto. Una soluzione del genere avrebbe almeno un paio di vantaggi evidenti. Primo: restituirebbe centralità assoluta al pubblico, che è il vero motore dell’evento. Secondo: renderebbe il risultato immediatamente comprensibile, riducendo drasticamente lo spazio per interpretazioni distorte o polemiche postume. Certo, si perderebbe il filtro “qualitativo” delle giurie tecniche (ma del resto sia la sala stampa dell’Ariston che quella Lucio Dalla hanno i loro premi della Critica - quest’anno sono andati rispettivamente a Fulminacci e a Serena Brancale). Ma forse è proprio questa ambiguità – tra gara popolare e competizione giudicata da addetti ai lavori – a generare cortocircuiti ogni anno. Se il Festival di Sanremo vuole essere fino in fondo la festa della canzone italiana, allora lasciare l’ultima parola al pubblico, senza correttivi e senza pesi incrociati, sarebbe la scelta più coerente. E forse anche la più onesta.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Annuncio Carlo Conti - TG1
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link