Questo venerdì Riccardo Cocciante torna, a distanza di venti anni dal suo ultimo album di inediti, "Songs" del 2005, a pubblicare un nuovo disco intitolato “Ho vent'anni con te”. Un album che è stato anticipato dall'uscita della title track, e che sarà disponibile in streaming, in vinile arancione, vinile nero e in CD.
L'ottantenne musicista nato a Saigon, in Vietnam, ha incontrato la stampa nei locali della Sony a Milano per parlare del nuovo album, ma anche per commentare tutte le altre iniziative che lo vedono (e lo vedranno) protagonista nel corso di quest'anno: il tour estivo 'Io… Riccardo Cocciante nel 2026', il già avvenuto ritorno nei teatri italiani di 'Notre Dame de Paris' e il docu-film per la regia di Stefano Salvati 'Il mio nome è Riccardo Cocciante' (leggi qui la nostra recensione) trasmesso dalla Rai la scorsa settimana e ora disponibile in visione su RaiPlay.
La piacevole chiacchierata con Riccardo Cocciante ha inizio proprio parlando del documentario dedicato alla sua vita del quale si dice piuttosto soddisfatto. "A raccontarmi dovrebbero essere le mie canzoni, tutto il resto è marginale." commenta con modestia il musicista franco-italiano. "Mi dicono che è piaciuto molto. Credo che sia piaciuto perché c'è molta sincerità, molta semplicità."
Il lungo intervallo di tempo che è trascorso dalla pubblicazione del suo ultimo album Cocciante lo racconta con un sorriso dicendo che scrive musica ogni giorno, ma che 'Notre Dame de Paris' e le sue innumerevoli versioni lo hanno tenuto molto impegnato. Ha poi rivelato che le dodici canzoni presenti in “Ho vent'anni con te” non sono state scritte in questo ultimo periodo appositamente per il disco, ma che sono il frutto del lavoro di anni, sono canzoni che erano chiuse nel famigerato 'cassetto' che ogni artista possiede, e che ora finalmente hanno visto la luce.
Ogni brano presente nel disco è stato registrato in presa diretta. Vale a dire che i musicisti hanno suonato mentre la voce veniva cantata nello stesso momento, proprio come accade durante un’esibizione dal vivo (in “Ho vent'anni con te” hanno suonato Alfredo Golino (batteria), Roberto Gallinelli (basso), Luciano Zanoni (pianoforte e tastiere), Ruggero Brunetti e Davide Gobello (chitarre) e per i cori Marco Vito, Claudia D’Ulisse, Giulia Fasolino, Stefania Martin e Roberto Tiranti). Una scelta questa, dice Cocciante, poiché trova artificioso assemblare una canzone con un pezzetto preso qui e un pezzetto aggiunto là. "L'interazione tra un musicista e l'altro è molto importante, un musicista suona diversamente se ha un altro musicista di fronte".
Così come ci deve essere una chimica assoluta con gli autori (i testi dei brani del disco sono, oltre che di Cocciante, anche di Pasquale Panella, Luc Plamondon, lo scomparso Jean-Loup Dabadie ("Aerei", "Vai lupo, corri!" e "Amo gli amori"), un testo della scrittrice Francoise Sagan ("Un uomo in armi"), Mogol e Beppe Dati). "Io collaboro con degli autori che fanno parte della mia vita, e mi piacerebbe lavorare anche con altri. Deve esistere una connessione tra compositore e autore. Luc Plamondon, per esempio, è una persona molto diversa da me, ha un carattere totalmente differente dal mio, ma quando siamo al pianoforte succede il mondo."
Riccardo Cocciante parlando della musica del giorno d'oggi dice di vederla troppo omologata. Il consiglio che dà ai giovani musicisti è quello di essere sempre se stessi, di non cambiare la propria visione artistica per mettersi al servizio della discografia. L'originalità, la qualità, la riconoscibilità e il prendersi dei rischi paga sempre. E così dicendo ha ricordato la sua esperienza di cantautore diverso dagli altri in un periodo storico, gli anni Settanta, in cui tutto era molto politicizzato anche la canzone. A conforto e supporto di questo pensiero porta l'esempio delle sfortunate partecipazioni al festival di Sanremo di Vasco Rossi in cui non rinunciò ad essere se stesso ed in seguito ha avuto una splendida carriera.
A proposito di Sanremo ricorda che anche la sua vittoria nel 1991 con "Se stiamo insieme" (Cocciante-Mogol) era a suo modo un osare fuori contesto. Sempre parlando del festival ritiene che quella manifestazione invade troppo il mercato. La musica a suo parere nasce dal basso, è underground. Data la non più verde età si potrebbe immaginare Riccardo Cocciante come un nostalgico, un tradizionalista, ma non è assolutamente così, si definisce 'roccioso'. Ha sempre apprezzato molto chi, con le proprie canzoni e la propria musica, è urticante, è sorprendente, è spiazzante, e cita i Maneskin.
Chiestogli un parere sulla bontà della cover di "Era già tutto previsto" che Leo Gassman e Aiello hanno eseguito sul palco del teatro Ariston di Sanremo, Cocciante si è detto sempre onorato quando qualcuno riprende una sua canzone. Premurandosi di aggiungere che le cover devono essere diverse dagli originali. In questo senso fu per lui impressionante ascoltare la "With a little help from my friends" di Joe Cocker che ne fece tutta un'altra canzone rispetto a quella dei Beatles. Nella sua versione di "Michelle" racconta di averne quasi rovesciato il senso.
La prossima estate Riccardo Cocciante presenterà dal vivo le canzoni del nuovo album che in scaletta saranno al fianco dei classici del suo repertorio ("Non posso deludere la gente che viene al concerto anche e soprattutto per ascoltare quelle canzoni") e confessa che ancora oggi, nonostante una lunga carriera e una esperienza alle spalle di oltre mezzo secolo, salire sul palco per lui è sempre causa di stress, gli genera ansia, e mentre dice queste parole alle sue spalle la moglie Catherine Boutet annuisce convinta alzando gli occhi al cielo.
A chi gli fa notare che le canzoni di "Ho vent'anni con te" possono essere associate in qualche modo a quelle presenti nell'opera musicale 'Notre Dame de Paris', il musicista replica con disarmante naturalezza, "In 'Notre Dame' ci sono io, come ci sono io nelle canzoni. Non faccio differenza quando compongo."
Tracklist:
1. Ho vent’anni con te
2. Aerei
3. Personaggi di un romanzo
4. Amore, Mare, Morte
5. Le polaroid
6. Vai lupo, corri!
7. Piena di terra la mano mia
8. Odile
9. Amo gli amori
10. Un uomo in armi
11. L’ora delle rondini
12. Il pensiero che resta
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Crediti fotografici per l'immagine usata nell'articolo: Attilio Cusani
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link