All'uscita di "Nevermind", pubblicato il 24 settembre 1991, i Nirvana fiutavano appena il successo che da lì in poco tempo li avrebbe proiettati sotto i riflettori mondiali. Già nelle settimane precedenti, il singolo apripista "Smells like teen spirit" aveva fatto intuire che qualcosa stava cambiando: non solo per la band di Kurt Cobain, ma per l’intero panorama rock mainstream. Investito da una fama clamorosa e inattesa, il gruppo si ritrovò quindi catapultato all'attenzione globale, ritrovandosi anche davanti a proposte che per molti sarebbero state irrinunciabili. In quel periodo, le richieste fioccavano e tutti, dai Guns N’ Roses ai Rush, volevano i Nirvana come opening act. Al frontman dei Nirvana, cresciuto ascoltando - tra gli altri - i Black Sabbath, venne addirittura proposto di aprire i concerti di Ozzy Osbourne in un tour destinato a richiamare folle oceaniche. Eppure, Cobain e la sua band rifiutarono.
L’idea di esibirsi come “band di supporto” non si conciliava con la fase che Kurt, Krist Novoselic e Dave Grohl stavano vivendo. I Nirvana erano appena diventati la nuova voce della loro generazione, e non avevano intenzione di farsi percepire come comprimari, neppure se a offrirgli la possibilità era una leggenda come Osbourne. Cobain e soci preferivano aspettare il momento in cui avrebbero calcato quelle stesse arene da protagonisti assoluti, volendo arrivare al pubblico con la forza della propria identità, senza dipendere dalla popolarità altrui.
La vicenda venne raccontata dallo stesso Kurt Cobain al giornalista Gilbert Blecken, che gli chiese: "Ho letto di recente che persino Ozzy Osbourne è un fan di 'Nevermind' ora. Che cosa pensi di averlo come ammiratore?". Cobain rispose:
Al quesito se era verso che i Nirvana avessero rifiutato anche un’offerta dei Guns N’ Roses, Kurt affermò: "Sì. E anche Rush, Skid Row e un sacco di altri ci hanno chiesto di aprire per loro". Spiegando poi che effetto facesse essere "circondati da tante persone che li definivano la "next big thing”, il frontman della band di "Nevermind" disse: "Penso che sia imbarazzante avere tante aspettative su di noi. 'Next big thing' è un’etichetta davvero superficiale da appiccicare a una band, sarebbe una delusione enorme se poi non lo diventa davvero. E non è nemmeno il nostro obiettivo, in primo luogo. Sono le persone a darci quella definizione, senza che noi vogliamo davvero assumere quel ruolo". Continuò: "Non siamo pronti a questo, perché non lo diventeremo. Siamo preparati a distruggere la nostra carriera man mano che accade".
Anni dopo, anche a Ozzy Osbourne capitò di parlare dell'incontro con Kurt Cobain, sottolineando che non aveva memoria dell'accaduto, e che fu Dave Grohl a farlo presente al frontman dei Black Sabbath, che non sembrava averne memoria. In un'intervista per Lauch Radio Networks nel 2007, Osbourne elencò alcune delle sue band preferite e a proposito dei Nirvana disse: "A quanto pare una volta ho incontrato Kurt Cobain. Stavo parlando con Dave Grohl e lui mi disse: 'Probabilmente non te lo ricordi, ma quando eri ai Devonshire Studios nella San Fernando Valley, io e Kurt eravamo nella stanza con il biliardo. Quando sei entrato abbiamo pensato: ‘C***o’". Pur non ricordando quell'eposiodio, Ozzy affermò comunque di essere davvero orgoglioso di sapere che Cobain lo stimava. Nella sua autobiografia "I am Ozzy" del 2009, il musicista scomparso lo scorso 22 luglio, scrisse: "'Smells like teen spirit' ebbe un impatto enorme su di me – e fui molto orgoglioso quando seppi che Kurt Cobain era un mio fan. Lo trovavo fantastico".