Il 2-Tone è un genere musicale (e movimento culturale) nato nel Regno Unito alla fine degli anni '70, che fonde lo ska tradizionale giamaicano con l'energia del punk rock e della new wave. Rappresenta la "seconda ondata" ska, famosa per band multirazziali come The Specials, The Selecter e The Beat, che promuovono l'integrazione razziale quando promuovere l’integrazione razziale è scomodo e controcorrente.
Nei Selecter spicca Pauline Black, Belinda Magnus per l'anagrafe, adottata Pauline Vickers. Attrice, attivista, nominata British Officer dell’Impero da Elisabetta II, è una donna straordinaria, e “Pauline Black: A 2-Tone Story” lo racconta bene. Il film è stato presentato al Seeyousound International Music Film Festival dalla regista Jane Mingay e dall'artista stessa, al Cinema Massimo di Torino. Sul grande schermo così come di persona, Pauline emerge come una figura magnetica, capace di raccontare le proprie ferite senza mai perdere l'eleganza tagliente dei suoi completi da rude girl.
Musica ribelle
Il film non è il classico documentario musicale agiografico. Sotto la regia di Mingay (nota per il suo background nella fotografia), l’opera adotta un'estetica visiva che riflette la dualità del movimento 2-Tone. La fotografia, curata da Arushi Chugh e dalla stessa Mingay, alterna primi piani in bianco e nero estremamente intimi a filmati d'archivio granulosi e vibranti degli anni '70 e '80.
La struttura narrativa, co-scritta dalla protagonista Black, si divide in due metà distinte ma intrecciate: la storia personale e intima dell’artista, un'analisi cruda e a tratti dolorosa della sua infanzia nell'Essex. Adottata da una famiglia bianca conservatrice, Pauline racconta il senso di alienazione in un'Inghilterra che lodava Enoch Powell (simbolo del nazionalismo inglese, famoso per il discorso "Rivers of Blood" del 1968, con cui criticò duramente l'immigrazione di massa nel Paese). L’altra metà non può che essere la musica, con il trasferimento a Coventry e la nascita dei Selecter, dove la sua estetica androgina da rude girl è diventata il simbolo di una ribellione contro il razzismo dilagante dell'era Thatcher.
Un nuovo dibattito
C’è chi dice che il coinvolgimento diretto di Pauline nella sceneggiatura rischi di rendere il racconto "troppo controllato", lasciando poco spazio a voci dissonanti. Una prospettiva da smontare con una semplice, fondamentale premessa: l’antirazzismo non ha bisogno di contraddittorio. Dopo secoli di politiche razziste e colonialiste (non ancora del tutto estinte, anzi), è fondamentale che al centro del dibattito ci siano le voci di chi ha sofferto. E la voce di Black garantisce quell’onestà brutale – specialmente sugli abusi subiti da giovane e sul sessismo nell'industria – di cui abbiamo bisogno.
Il lavoro di Nick J. Webb al montaggio è lodevole per la capacità di sincronizzare l'urgenza ritmica dello ska con la narrazione politica. Le performance d'archivio sono al contempo intermezzi e prove documentali della tensione sociale dell'epoca.
Il film eccelle nel mostrare come il 2-Tone fosse – ancor prima che un genere musicale – un esperimento sociale. Esplora il concetto di "identità costruita", documentando la ricerca dei genitori biologici di Pauline e il suo legame indissolubile con Arthur "Gaps" Hendrickson (mancato nel 2024, a cui il film è dedicato). Sottolinea la fratellanza che teneva unita la band nonostante le violenze dei militanti del National Front ai loro concerti. Un'opera essenziale per chi vuole comprendere come la musica possa essere un'arma di resistenza identitaria.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link