Fino all’11 gennaio, ripubblichiamo le recensioni dei dischi candidati ai Rockol Awards 2025 nella categoria "Miglior album italiano": è possibile votare qua.
Qua invece le candidature per i migliori live.Con “Orbit Orbit”, il suo nono album in studio, Caparezza costruisce la sua opera più complessa e luminosa, un concept che unisce la fantascienza alla confessione autobiografica, la cultura nerd alla filosofia dell’esistenza, l’immaginazione alla realtà. È un disco che parte dal buio e si apre alla luce, in cui il rapper e cantautore di Molfetta trasforma la crisi in creazione e la perdita dell’udito in un nuovo modo di ascoltare il mondo, come ha spiegato ai media (leggi qui).
Nato in parallelo a un fumetto omonimo, scritto dallo stesso artista e illustrato da nove disegnatori, “Orbit Orbit” è un progetto multimediale e totalizzante. Il fumetto, primo ad arrivare, è stato la sua ancora di salvezza: un ritorno a una passione d’infanzia capace di rimettere in moto l’immaginazione quando la musica sembrava un territorio perduto. Da quella storia disegnata nasce la spinta per un disco che è insieme un ringraziamento, un esorcismo e una rinascita. L’introduzione “Fluttuo, orbito” accoglie l’ascoltatore in un universo sospeso, dove le percussioni e i synth elettronici aprono le porte a “Il pianeta delle idee”, un brano che trasforma il pensiero in materia sonora. Da lì in poi, il viaggio è tanto interiore quanto cosmico: in “Io sono il viaggio”, Caparezza si fonde con il movimento stesso, mentre l’incontro con “Darktar”, personaggio del fumetto che rappresenta la parte più vittimistica dell’essere umano, segna il primo confronto con le ombre personali.
Il cuore pulsante dell’album è “A Comic Book Saved My Life”, in cui il fumetto diventa metafora di salvezza e strumento di guarigione. È la canzone che chiarisce la natura di “Orbit Orbit”: un racconto di liberazione costruito sul potere dell’immaginazione. Da lì il tono cambia: “Il banditore”, omaggio a Enzo Del Re, con i suoi suoni onomatopeici e la sua forza istintiva, irrompe come un atto di ribellione, mentre “Autovorbit” accelera in una drum’n’bass che guarda al futuro, seguita da “Curiosity (Oltre il bagliore)”, inno alla curiosità come motore dell’esistenza, impreziosito dalla voce autentica dell’astronauta Maurizio Cheli. “Gli occhi della mente” introduce una riflessione più inquieta: il campionamento di “Deliri” di Gianni Morandi diventa il pretesto per interrogarsi sul rischio di confondere immaginazione e realtà.
In “Come la musica elettronica”, invece, Caparezza costruisce una sorta di manifesto generazionale, invitando a non rifugiarsi nel passato ma a vivere pienamente il presente, celebrando il cambiamento come energia vitale. “The NDE”, un pezzo rap-prog, esplora la percezione di un musicista che osserva se stesso dall’esterno, mentre “Pathosfera” cerca di recuperare empatia in un mondo che ha perso la capacità di sentire. Con “Cosmonaufrago”, l’artista chiude il cerchio narrativo dell’astronauta che ritorna sulla Terra, portando con sé la consapevolezza di ciò che ha visto. Il finale, “Perlificat”, è un’esplosione corale di strumenti e voci, settantasei elementi tra orchestra e cori, che trasforma la creazione in un atto collettivo. È un inno alla bellezza come resistenza, alla creatività come unica forma di sopravvivenza.
Musicalmente, in generale, è il lavoro più compatto della carriera di Caparezza. L’artista abbandona la frenesia eclettica dei suoi dischi passati per costruire un suono coerente, ispirato alla space music e all’elettronica di fine anni Settanta. I riferimenti ai Kraftwerk, ai Rockets e poi a Moroder non sono semplici omaggi, ma strumenti per creare un ponte tra passato e futuro, tra artificio e umanità. Il rap resta, ma con una consapevolezza diversa: non più gioco linguistico, ma voce matura, capace di dire molto con meno. “Orbit Orbit” è un disco che chiede attenzione, che non si piega alle logiche della fruizione rapida. È un atto di fede nell’ascolto lento, nella narrazione estesa, nella libertà di chi rifiuta le playlist e sceglie di perdersi. Per poi ritrovarsi.
TRACKLIST:
Fluttuo, orbito
Il pianeta delle idee
Io sono il viaggio
Darktar
A comic book saved my life
Il banditore
Autovorbit
Curiosity (Oltre il bagliore)
Gli occhi della mente
Come la musica elettronica
The NDE
Pathosfera
Cosmonaufrago
Perlificat
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link