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Noel Gallagher, "Live forever"e la nascita del mito degli Oasis

12.08.2025 Scritto da Gianni Sibilla

È l'estate degli Oasis: se vogliamo usare queste categorizzazioni arbitrarie che piacciono tanto alla stampa quanto ai social, quella del 2024 è stata la Brat Summer, quella del 2025 ha visto i fratelli Gaklagher tornare trionfalmente, diventando un fenomeno sociale di costume che va ben oltre i concerti, come ben racconta chi li ha visti in una delle città in cui si sono esibiti finora. Una delle reunion più attese ma anche più annunciate: perché anche prima dell'annuncio dello scorso anno, gli Oasis non sono mai andati davvero via. Anche da soli, fratelli Gallagher si sono impegnati a portare avanti il repertorio e la storia della band, sia con la musica - eseguendo regolarmente le canzoni con le nuove band - e con una soap opera fatta di battute e polemiche incrociate. Il lieto fine è arrivato con l'annuncio dell'anno scorso e il tour di quest'anno ha avuto un eco che è andato pure oltre le aspettative. 

A Rockol abbiamo intervistato diverse volte sia Liam che Noel negli ultimi anni, quando passavano (spesso) dall'Italia, a presentare i loro progetti solisti. Le indicazioni erano quasi sempre quelle di non parlare della band. Poi succedeva erano sempre loro a non tirarsi indietro, a scherzare, a parlare in maniera più o meno diretta di quell'elefante nella stanza: ogni intervista forniva titoli a volontà.
In uno dei momenti più memorabili che mi ricordo, chiesi a Noel di registrare uno di quei videosaluti che ogni tanto si fanno, e lui rispose "Hi I'm Liam Gallagher and you're watching Rockol", con un ghigno che da solo vale il video. Lo vedete qua.

Poco più di un anno fa, a fine 2023, abbiamo incontrato  Noel Gallagher, per parlare del suo album “Council skies”, il migliore della sua produzione solista - i anche quella volta le indicazioni per la stampa erano di non fare domande sulla band. Finì per farlo lui: “Sì, ci riformeremo per i 30 anni di ‘Definitely maybe’, lo suoneremo per intero dal vivo” E si riformeranno anche i Beatles, con John Lennon redivivo”, raccontò.
Ma La vera chicca di quell’incontro fu il racconto della storia della canzone che ha cambiato la sua vita e quella di Liam: il momento in cui ha capito che gli Oasis sarebbero diventati grandi.
“Live forever”, ovviamente: fu il terzo singolo apripista per “Definitely maybe”, uscì ad inizio agosto ’94, poco prima dell’album, che uscì a fine mese. In questa estate degli Oasis, ecco il video e il racconto della canzone: "Quando ho scritto Live Forever ero un signore nessuno, senza manager, senza casa discografica. ma la gente oggi ne parlava e parla ancora di quelle canzoni". Eccome, se aveva ragione:

“Mi ricordo bene di averla scritta, in una appartamento di Manchester un  mercoledì pomeriggio. Una canzone come quella scritta di Mercoledì pomeriggio, ci puoi credere?  Mi ricordo quando la portai alle prove, quella sera e la suonai alla band: mi ricordo che Bonehad disse che non potevo avere scritto quella canzone, non ci credeva fosse mia”, ricorda Noel. “In quel periodo stavo ascoltando i Rolling Stones e la canzone venne fuori dal nulla, in 20 minuti”.

Sapevo che era una buona canzone, non avrei mai immaginato che 30 anni dopo se ne parlasse ancora. Sapevo che sarebbe stata grande da cantare dal vivo. Ma dopo quella canzone le cose non furono mai più le stesse: ne capivo già abbastanza da sapere che quello era un classico e che sarebbe diventato un termine di paragone per ogni cosa che avrei scritto. Pure oggi credo sia ancora la migliore cosa che ho scritto"

"Il fatto è che quando abbiamo iniziato, negli anni 90, era tutto nuovo. Non c’erano band degli anni ’70 che fossero davvero notevoli, a cui ispirarsi. La mia generazione musicale, quella degli anni ’90 è ancora in pista: esauriscono i palazzetti, e questo dice tutto. Io dovrei essere a casa a guardare la TV mentre invece sono qua a fare conferenze stampa e interviste. L’ironia è che quella canzone davvero vivrà per sempre"

(Articolo originale su Rockol.it)

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