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La canzone più deplorevole degli AC/DC

11.03.2026 Scritto da Paolo Panzeri

Ogni musicista e ogni band ha naturalmente qualche scheletro nell'armadio, gli AC/DC non fanno eccezione. Così, quando al chitarrista Angus Young nel corso di una intervista del 2020 venne chiesto di nominare la canzone più "deplorevole" del gruppo, non dovette scervellarsi troppo per rispondere.

Al giornalista di Vulture Devon Ivie rivelò: "Nel nostro primo album, "High Voltage", abbiamo fatto una canzone d'amore intitolata "Love song". Era molto diversa da noi. Non sapevo se stessimo cercando di parodiare le canzoni d'amore dell'epoca, perché Bon (Scott, l'ex cantante della band australiana scomparso nel 1980, ndr) scrisse il testo. Non ricordo nemmeno le parole."



La canzone nacque, come ricorda Loudersound, da un brano inedito intitolato "Fell in love", composto dal chitarrista ritmico della band, ora scomparso, Malcolm Young e dal primo cantante degli AC/DC Dave Evans, la canzone venne poi rivista nel testo da Bon Scott e dotata di una sincera patina romantica, diversa da qualsiasi altra cosa presente nel catalogo musicale degli AC/DC.

"Ricordo quella canzone", spiegò ancora Angus Young a Ivie, "perché il tizio che lavorava per noi alla nostra etichetta discografica ci disse che era quello che all'epoca passava alla radio locale: musica molto soft. Pensava che avremmo dovuto pubblicarla, perché probabilmente sarebbe stata trasmessa. Ricordo di aver pensato: chi sano di mente vorrebbe che questa canzone venga trasmessa? Siamo stati molto fortunati, però, perché tutte le stazioni radio che ci avevano visto dal vivo sapevano che non eravamo noi. Così queste stazioni iniziarono a girare il disco e a trasmettere l'altra canzone, che era una cover di uno standard blues chiamato "Baby, please don't go". Abbiamo addirittura ottenuto un successo con il lato B! Quella è stata l'unica nota positiva della canzone."

 

 

 

 

 

 

 


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