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John Lennon,omesso un brano dal nuovo boxset: per i fan è censura

15.08.2025 Scritto da Elena Palmieri

Nella giornata di ieri - 14 agosto, con una lunga presentazione e il video live di "Come together" dallo show serale dei "One to one concerts" del 1972, è stato annunciato il nuovo cofanetto "Power to the people" per "esplorare e celebrare" l'attivismo politico di John Lennon Yoko Ono, insieme ai loro tributi alla pace e alle proteste non violente, ripercorrendo i primi anni della coppia a New York. Dal boxset, in uscita il prossimo 10 ottobre, il giorno seguente a quello che sarebbe stato l'ottantacinquesimo compleanno del compianto ex Beatle, è stato però omesso un brano fondamentale dell'epoca. Il pezzo in questione è "Woman is the nigger of the world", originariamente pubblicato come primo singolo dell'album di Lennon e Ono come Plastic Ono Band "Some time in New York City" del 1972, disco fondamentale del periodo celebrato dal cofanetto, che promette di includerne addirittura una nuova versione.

La mossa di escludere "Woman is the nigger of the world" da "Power to the people (Super deluxe edition)" è stata percepita dai fan di Lennon come un’azione o decisione eccessiva, dettata dal desiderio di essere “politicamente corretti” o di allinearsi a sensibilità sociali progressiste. Il brano, già al tempo della sua uscita, suscitò non poche controversie per il suo titolo che scuote come uno schiaffo, ma grazie al suo contenuto e significato si è rivelato una sorta di fondamentale inno femminista.

Il titolo "Woman is the nigger of the world" prense spunto da una frase coniata da Yoko Ono il 12 dicembre 1968 durante un’intervista, poi pubblicata nel 1969 sulla rivista "Nova" e riportata in copertina, in cui sosteneva che le donne fossero "il gruppo più oppresso al mondo". Seppur all'inizio non fosse convinto della frase, Lennon cambiò idea e riprese quelle parole trasformandole in una canzone di denuncia scritta insieme alla stessa Yoko. Quando il brano uscì nel 1972, a molti non piacque l’uso del termine “nigger”, giudicato offensivo e razzista, come oggi diremmo “politicamente scorretto”. Quella parola, però, scelta deliberatamente in chiave provocatoria, mirava a sottolineare e portare alla luce la condizione della donna.

"L’omissione di questa controversa canzone è un enorme errore", ha scritto un utente di un forum di beatlesiani, in un commento rappresentativo di un sentiment diffuso fra i fan: "Non fa altro che attirare ancora più attenzione su di essa, ed è una cosa molto poco in linea con Lennon. La parola era già controversa nel 1972, John lo sapeva e fece una scelta. La scelse persino come primo singolo di 'Some time in New York City'. È anche una delle canzoni migliori, di cui questo album in particolare ha davvero bisogno. Sono contento di avere il remaster del 2010 e il remix del 2005. Non posso sostenere la censura. Sono un adulto e posso sopportare di sentire quella parola". 

Su X/Twitter, un utente ha addirittura chiesto chiarimenti a Sean Lennon, figlio di John e Yoko, produttore di "Power to the people (Super deluxe edition)" in merito alll'omissione di "Woman is the nigger of the world" dalla tracklist del cofanetto. "'Some time in New York City' non ha un proprio boxset, ma viene sepolto in un cofanetto ampliato di un concerto a New York", si legge nel post: "'Woman is the n***** of the world' non è nemmeno indicata nella tracklist: possiamo avere conferma che ci sia???".

Un altro utente, sempre sulla piattaforma un tempo nota come Twitter, ha scritto: "Il nuovo boxset sull'era di 'Some time in New York City' è ipocritamente intitolato 'Power to the people', ma il pubblico non può ascoltare il grandioso singolo di quel periodo, la potente 'Woman is the nigger of the world', esclusa dalla tracklist. Una vera stronzata".

Chissà se e quando Sean Lennon deciderà di rispondere ai fan che chiedono chiarimenti.

Il boxset di prossima uscita per Universal, sarà composto da 12 dischi e sarò disponibile anche come collezione digitale. Il nuovo cofanetto è stato presentato in un comunicato stampa come una "raccolta esaustiva di 123 tracce, tra cui 90 brani inediti, che racconta l'era più politica di John e Yoko". Come si legge nella nota, il box spazia dall'inno contro la guerra del 1969 della Plastic Ono Band "Give peace a chance", a una nuova versione del loro album del 1972, "Some time in New York City", allo storico "One to one concerts" di quell'anno al Madison Square Garden di New York – gli unici concerti completi di John dopo aver lasciato i Beatles, ma anche gli ultimi concerti in cui John e Yoko si sono esibiti insieme. Dallo show serale dei "One to one concerts", la seconda delle due esibizioni di quel giorno, è tratta l'inedita e remixata performance del classico dei Beatles "Come together", pubblicata ieri in video come anticipazione.

(Articolo originale su Rockol.it)

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