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I Guns N' Roses non hanno mai voluto cacciare Axl Rose

20.08.2025 Scritto da Paolo Panzeri

L'ex manager dei Guns N' Roses, Alan Niven, con la memoria ha fatto un salto all'indietro di quasi 40 anni per ristabilire una volta per tutte la verità e zittire le voci secondo cui la band avrebbe preso in considerazione di sostituire Axl Rose.

Ecco ciò che ha raccontato Niven a The Hair Metal Guru: "Questa è una stronzata che è stata propagata e utilizzata da Gold Swine per anni, ma è un bugiardo incallito. Questa è la realtà.”

Ha poi proceduto a spiegare il motivo per cui è nata questa diceria. "Accadde a Phoenix all'aeroporto, Axl si era presentato per il secondo concerto. Ci fu una rivolta. Un paio di auto vennero bruciate. Non è stato bello. Non erano una band affermata che può permettersi di farla franca con questo genere di cose. Abbiamo bisogno del supporto di una casa discografica e abbiamo bisogno che la gente dica: 'Sì, li porteremo in tour con noi'".

Alan Niven, che è stato manager del gruppo dal 1986 al 1991, ha spiegato il suo ruolo nella questione. "Feci sedere la band a colazione e dissi loro che se avessero deciso di andare avanti con un altro cantante, non li avrei lasciati. Così, il giorno dopo il fiasco di Phoenix al Celebrity Theater, la mia franca dichiarazione alla band fu: 'Se decidete di trovare un altro cantante, non vi lascerò andare'. Non dissi: 'Liberatevi di Axl'. No. Quello era il mio compito. Non spettava a me farlo, spettava a loro".

Niven venne licenziato da Axl Rose prima dell'uscita dei due album "Use Your Illusion" (leggi qui la recensione). Il punto di rottura con il manager avvenne quando il cantante dei Guns N' Roses si rifiutò di completare i dischi finché Niven non fosse stato sostituito e alcuni membri della band lo appoggiarono per evitare ulteriori conflitti.

Tempo dopo Niven una volta descrisse l'incarico come un favore ammettendo che la gestione dei Guns N' Roses era in parte guidata dalla disperazione. "Nessun altro avrebbe voluto avere a che fare con loro. Letteralmente, non ero il fondo della barile: ero sotto il barile. Era disperazione.”

(Articolo originale su Rockol.it)

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