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I Creedence sono come i (e meglio dei) Beatles, per John Fogerty

12.08.2025 Scritto da Redazione Rockol

i Creedence Clearwater Revival, una delle più grandi band del del rock, paragonate ad un'altra band che ha fatto la storia , i Beatles: arduo, impossibile. Ma se a farlo è John Fogerty? L'autore e frontman sostiene che i Creedence abbiano fatto qualcosa di ancora più difficile dei colleghi inglesi: in un’intervista a Rolling Stone per presentare il nuovo progetto “Legacy: The Creedence Clearwater Revival Years”, Fogerty ha spiegato che  “In un certo senso, ho fatto quello che hanno fatto i Beatles, ma l’ho fatto tutto da solo. Non avevo altri due colleghi con cui scrivere le canzoni”.

Allo stesso tempo, però, il musicista ha però voluto sottolineare l’unicità della formazione originale, che si sciolse tra il 1970 - anno dell'uscita del fratello Tom - al 1972, dopo avere scritto e inciso dei classic: “Quei quattro esseri umani sono esseri umani unici. Do ancora molto merito al modo in cui brani come ‘Proud Mary’ o ‘Born on the Bayou’ suonano. E c’è mistero in questo – c’è un’aura o un ingrediente misterioso che non dirò certo di avere in tasca”.

“Legacy”, in uscita il 22 agosto raccoglie nuove versioni dei classici dei Creedence reincise da Fogerty con i figli Shane e Tyler al posto della band storica. Un’operazione che ricorda, per certi versi, la strategia di Taylor Swift, che ha riregistrato e pubblicato le “Taylor’s Version” di quattro perché non possedeva i diritti delle registrazioni originali. Fogerty ha definito i suoi remake “John’s Versions”, sebbene, a differenza della Swift, i master siano ora di sua proprietà, commentamdo: “Per gran parte della mia vita non ho posseduto le canzoni che avevo scritto. Riaverle cambia tutto. Questo è il mio modo di celebrare questo momento, di suonare queste canzoni alle mie condizioni, con le persone che amo.”

Nel corso dell’intervista, Fogerto ha espresso anche una netta bocciatura verso la musica generata dall’intelligenza artificiale: “Tutto questo è musica da ascensore. Tutta. Quell’ascensore può salire molti più piani dell’Empire State Building, e sarebbe comunque musica da ascensore. È una macchina. È creata artificialmente, in modo finto e per tutte le ragioni sbagliate. Non c’è vera angoscia. Non c’è una reale esperienza dentro, quindi, ovviamente, non mi piace”.

 

(Articolo originale su Rockol.it)

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