"We all wanna be big stars (...) when everybody loves me I wanna be just about as happy as I can be", cantavano i Counting Crows, in "Mr. Jones": era il 1993 e il loro disco d'esordio "August and everything after" arrivò a vendere 7 milioni di copie. Ma finì anche per essere una sorta di maledizione per la band e per il leader Adam Durtiz. Nei giorni scorsi è andato in onda su HBO un documentario sulla storia della band, focalizzata proprio sull'avverarsi di quella profezia: diventarono delle mega star, ma anche na delle band più odiate del tempo . Il documentario, prodotto da Bill Simmons di The Ringer, dovrebbe essere disponibile in streaming in Italia nel 2026 su HBO Max, la nuova piattaforma di streaming che debutterà il 13 gennaio.
“Have You Seen Me Lately”, così si intitola, racconta i motivi della fama controversa della band, caratterizzata da un suono classico, radicato in Dylan, Springsteen e Van Morrison. Ma quella dichiarazione di intenti verso la fama, assieme all'approccio “emotivo” e confessionale di Duritz era diatrametalmentre oopposta all’attitudine distaccata e riluttante del grunge. Fu quella dimensione a rendere la band insopportabile ad una buona parte della critica e della stampa. Va anche detto che questo odio è stato molto più americano che non europeo, dove questo approccio si percepì molto meno.
La storia ha come protagonista assoluto il frontman e mente della band, Adam Duritz – che al tempo era molto riconoscibile per i suoi dreadlock e divenne una celebrità molto visibile. Per sfuggire alla pressione, per un certo periodo di tempo si trasferì da San Francisco a Hollywood, frequentando il Viper Club – di cui divenne anche barista. Lì iniziò a frequentare lo star system del cinema e della tv. Finì per avere relazioni sentimentali con altre star come Jennifer Aniston e Courtney Cox, star di “Friends”, cosa che lo rese oggetto di gossip e critiche feroci, di recensioni che si focalizzavano più sulla sua vita sentimentale che non sulle canzoni. Un altro tassello sull'odio di una parte di pubblico e media.
Intervistato da Rockol qualche anno fa, a proposito di quel periodo Duritz ci disse:
Tutto aggravò anche i suoi problemi di salute, una patologia psichiatrica di cui soffriva da tempo ma che gli venne diagnosticata con precisione solo in quel periodo – al tempo, però, era tabù per una rockstar ammettere problemi di salute mentale.
I dreadlock di Duritz e Chris Martin
Tra le persone chiamate a fare da “talking head”, intervistate per raccontare la band, c’è anche Chris Martin, che racconta di come Duritz e i Counting Crows siano stati dei modelli per lui, ragazzino, facendolo sentire legittimato a scrivere canzoni emotive e personali. Martin racconta anche un aneddoto tra il serio e il faceto: nella sezione in cui Duritz parla dei suoi famosi dreadlock e di come lo aiutarono a dargli un’identità fin da ragazzino, il cantante dei Coldplay dice: “Ho comprato un dreadlock e l’ho piantato, sperando di far crescere un piccolo Adam”. Ironia della sorte, i Coldplay sono diventati delle star – anche più grandi dei Crows – ma ancora più odiati e divisivi, per gli stessi difetti imputati ai colleghi: canzoni emotive, ambizione dichiarata, e un frontman che frequenta lo stardom hollywoodiano.
Per la cronaca, Duritz ha tagliato i dreadlock nel 2018 – già da tempo in realtà erano più probabilmente una parrucca – su suggerimento della sua compagna. Quando lo abbiamo intervistato, qualche anno fa, ci ha raccontato:
La compilation
Dal documentario è stata tratta anche una compilation intitolata appunto “Have You Seen Me Lately”, come il singolo che anticipò il secondo album, “Recovering the Satellites”. Il documentario racconta la lavorazione tormentata del secondo album – che finì per vendere “solo” due milioni di copie – rispetto ai 7 del disco di esordio “August and Everything After” – ma consolidò la band come una delle realtà più solide del classic rock americano. La band ha avuto alti e bassi, soprattutto discografici, ma continua a suonare con regolarità in America e in Europa: in Italia ha suonato lo scorso ottobre (qui la recensione) e tornerà la prossima estate: suonerà a Roma il 14 giugno.
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