Con quei completi in bianco e nero, che sembrano uniformi di un’orchestra impazzita, gli Hives salgono sul palco come se ogni bottone fosse un colpo di rullante e ogni piega della giacca un accordo tirato al limite. Bastano pochi secondi perché quelle stesse “divise” vengano, idealmente, lacerate dal ritmo incalzante e dalla furia metronomica delle loro canzoni, smembrate dal contrappunto tra chitarre a plettrata serrata e voci che si gettano addosso al pubblico. C’è in Howlin’ Pelle e soci una costante sospensione tra la disciplina formale del loro abito e l’anarchia melodica del loro incedere, una tensione che si risolve sempre in esplosioni improvvise, come se il palco fosse un vinile impazzito che, invece di rigare, crea groove nuovi, fratture danzanti dove tutto diventa refrattario alla posa e disposto soltanto alla corsa. Un’enciclopedia ascriverebbe la band sotto l’etichetta del garage rock o del garage punk, ma nessuna definizione può catturare la vertigine che arriva da un concerto degli Hives o il turbine che si sprigiona da un loro disco. Ogni volta è una sorpresa: imprevedibilità potrebbe essere l’unica parola in grado di descrivere le mosse della formazione svedese. Non è un caso che il titolo del nuovo lavoro in studio, in uscita il prossimo 29 agosto, sia "The Hives forever forever The Hives” – letteralmente “Gli Hives per sempre, per sempre gli Hives” – un’eco infinita che ribadisce un suono e una presenza senza confini. Per far arrivare il prossimo disco, non c’è veicolo più fedele di un palco: per questo il gruppo, in attesa di tornare in concerto in Italia in autunno, ha affidato a Rockol la registrazione di un concerto intimo, in un club messicano, per anticipare live le nuove canzoni.
"Ci siamo divertiti tantissimo a provare per la primissima volta alcuni dei nostri nuovi brani durante un live in Messico", hanno affermato gli Hives:
A un ristretto numero di fan, tra pezzi tratti dal precedente album "The death of Randy Fitzsimmons” come “Bogus operandi” e “Countdown to shutdown”, oltre al classicone del 2000 "Hate to say I told you so”, gli Hives hanno fatto ascoltare nella loro forma più vera le nuove "Enough is enough” e “Paint a picture”. Questi ultimi due brani, insieme a “Legalize living” e alla title track, sono già stati pubblicati come prime anticipazioni del disco, caricando il pubblico a dovere.
A proposito di “Paint a picture”, uscito lo scorso 17 giugno, la band ha detto: "È una canzone che parla del tentativo di convincere gli altri e se stessi che vivere ai margini della società sia una buona idea. Questo brano è da sempre uno dei preferiti dai fan tra i pochi fortunati che l’hanno sentito dal vivo".
"Everyone is a little fucking bitch / And I’m getting sick and tired of this", sono i primi versi del singolo apripista "Enough is enough”, che aprono ufficialmente "The Hives forever forever The Hives” per sottolineare fin da subito che gli Hives non hanno perso la loro autenticità.
Ma non c’erano dubbi: già il solo incipit di un comunicato stampa degli Hives è tutto un programma.
"The Hives forever forever The Hives”, settimo lavoro di studio del gruppo, è stato composto in Svezia e include tredici brani che "sono stati realizzati con dedizione, incoscienza e abilità" in collaborazione con i celebri produttori Pelle Gunnerfeldt e Mike D dei Beastie Boys. Il disco ha preso forma presso gli studi di Yung Lean/YEAR0001 e al celebre Riksmixningsverket, lo studio a Stoccolma che porta il nome di Benny Andersson degli Abba. Gli Hives hanno registrato la nuova fatica sotto la guida del loro storico collaboratore, Pelle Gunnerfeldt, noto per il suo lavoro con Viagra Boys, Yung Lean ed Elvira. Inoltre, alla creazione del disco ha partecipato un ospite d’eccezione, Mike D dei leggendari Beastie Boys, che ha accolto la band nel suo studio sulle coste di Malibu. E non da ultimo, anche Josh Homme dei Queens of the Stone Age ha offerto i suoi preziosi consigli.
Formati da Howlin’ Pelle, Chris Dangerous, The Johan And Only, Nicholaus Arson e Vigilante Carlstroem, gli Hives non perdono occasione di ricordare che "secondo l’indimenticabile Joe Strummer", sono proprio loro ad aver salvato il Rock ‘n’ Roll. E se rimangono dei dubbi, posso essere sanati vedendo il gruppo in azione sul palco in Italia, quando sarà protagonista del concerto in programma il prossimo 29 ottobre all'Alcatraz di Milano.
Ecco tracklist e copertina di "The Hives forever forever The Hives”:
- (introduction)
- Enough Is Enough
- Hooray Hooray Hooray
- Bad Call
- Paint A Picture
- O.C.D.O.D
- Legalize Living
- (interlude)
- Roll Out The Red Carpet
- Born A Rebel
- They Can’t Hear The Music
- Path Of Most Resistance
- The Hives Forever Forever The Hives