Qui in Italia il termine “baddie” sarà facilmente associato alla rapper Anna Pepe, che ne ha fatto un marchio e un concetto personalissimi scegliendolo come parte del titolo del suo album di debutto, “Vera baddie” del 2024 (qui la nostra recensione). Secondo la cantante originaria di La Spezia, questa parola derivata dall’aggettivo “bad” (“cattivo”) con l’aggiunta del suffisso diminutivo e colloquiale “-ie”, tipico dell’inglese informale, rappresenta l’ideale di donna che lei stessa incarnerebbe: una antagonista che impone le sue stesse regole, ben oltre il semplice ruolo di cattiva della storia. Più in generale, il significato gergale di “baddie” si riferisce a una persona (di solito una donna) che è sicura di sé, alla moda, attraente, e che sulle piattaforme cerca di ricoprire un ruolo da icona di stile o di “thirst trap”, ovvero quei contenuti pensati per attirare attenzione, complimenti o suscitare interesse e ottenere approvazioni.
Ogni paese ha le proprie tendenze, che non sempre finiscono per essere esportate; e in Italia, spesso, arrivano più tardi. E pensare che è da quasi due anni che Oltreoceano il termine “baddie” con l’aggiunta del suffisso “-core” ha iniziato addirittura a indicare un nuovo sottogenere del metal. Seppur non ancora ufficializzato e riconosciuto accademicamente, il vocabolo è rapidamente diventato una definizione virale dopo essere nato su internet come una di quelle etichette appiccicose, mezze scherzose e mezze serie, a cui i fan si affezionano quando cercano di descrivere un trend.“Baddiecore” sembra essere stato coniato da Craig Reynolds, batterista degli Stray From the Path, che nell’agosto 2023 lo usò in un post su X/Twitter per categorizzare band come Sleep Token, Bad Omens e Spiritbox. Questo il messaggio con la sua definizione:
La spiegazione fornita da Reynolds offrì quindi spunto per un thread su Reddit che, aperto il successivo mese di dicembre, diede il via a un dibattito su cosa fosse effettivamente il “baddiecore” e quali band potessero essere ascrivibili a esso. Velocemente, si potrebbe dire che il termine indica questo sottogenere di metalcore pensato per attrarre un pubblico che apprezza l’estetica, la presenza scenica e il fascino dei musicisti o dei fan — non solo la musica in sé. Per questo, “baddiecore” si riferirebbe a una nuova generazione di artisti heavy e popolari con elementi pop e un sound percepito come sexy. Il “core” resta la radice musicale (metalcore), mentre “baddie” porta la componente pop e social-glam. Oltre ai già citati Sleep Token, Bad Omens e Spiritbox, gli utenti su Reddit hanno indicato altre band che si potrebbero avvicinare a questa tendenza, come i Bring Me The Horizon e gli Architects. Il giorno in cui la domanda “Cos’è il baddiecore” venne posta su Reddit, l’influencer rock e metal Finn McKenty ha commentato proprio l’aspetto del “thirst trap” e ha fornito un altro modo per definire questa tendenza, scrivendo: “L’unico modo per una band metal di diventare popolare oggi è se le ‘baddies’ fanno TikTok da thirst trap con la loro musica”.
Mentre nelle piattaforme di streaming musicali abbondano playlist dedicate a gruppi che sembrano abbracciare questo “genere”, in una nuova intervista è stato interrogato Chino Moreno dei Deftones sul “baddiecore”. Nel nuovo numero di “Metal Hammer”, a Moreno è stato infatti chiesto se sapesse che cosa fosse il “baddiecore” e se sapesse di essere considerato insieme alla sua band un precursore di tale tendenza e sottogenere. “No, non lo sapevo, ma c’è sempre un altro genere da cui dobbiamo scappare a un certo punto, no?”, ha risposto scherzando il musicista, facendo riferimento ai passati tentativi del suo gruppo di prendere le distanze dal movimento nu metal.
Parlando del lato sensuale che caratterizza il “baddiecore”, Chino Moreno ha aggiunto: “Fa parte del crescere, quei sentimenti, e non è qualcosa che semplicemente svanisce con l’età. Si spera che tutti abbiano ancora desideri anche invecchiando, capisci cosa intendo? E penso che questo crei una connessione. Sono cresciuto amando molta musica romanticizzata. Ovviamente i Depeche Mode: ho sempre dichiarato il mio amore per loro, e quella componente era sempre presente nelle canzoni, e io mi ci sono sempre riconosciuto. Quindi penso che, magari in maniera indiretta, un po’ di tutto questo sia filtrato nella nostra musica”.
Nel corso della chiacchierata per promuovere il nuovo album dei Deftones, “Private music”, Chino Moreno ha anche riflettuto sul revival del nu metal. Seppure lui e la sua band non si siano mai voluti considerare parte di quel sottogenere, l’artista ha riconosciuto nei confronti del suo gruppo e altri simili, come Korn e Limp Bizkit, un ritorno di popolarità a partire dagli anni 2020. Alla domanda sul perché secondo lui la musica dei Deftones stia ora entrando in connessione con una nuova generazione di fan, Moreno ha risposto: “È difficile dirlo. Mi piace pensare che non sia musica troppo datata a un certo periodo di tempo. È buffo, perché ci siamo impegnati tanto per non essere messi nel calderone del nu metal quando il nu metal era al massimo, e poi abbiamo dovuto rifarlo con la rinascita del nu metal – sperando di non essere ancora una volta etichettati lì dentro. Credo che a volte succeda, ma non volevamo essere datati allora, e le scelte musicali che abbiamo fatto non ci avrebbero confinato in quello spazio e in quel tempo”.