Daryl Hall e John Oates hanno risolto la loro controversia legale, legata alla gestione storica partnership del duo, uno dei grandi nomi degli anni '80 con hit come "I Can't Go for That (No Can Do)" e "Maneater". Il tutto con un accordo privato tramite arbitrato: è quanto emerge un documento presentato lunedì 11 agosto al tribunale di Nashville, in cui gli avvocati di Hall hanno chiesto al giudice di archiviare il caso: non sono noti i termini della risoluzioe. I due, non hanno intenzione di fare una reunion artistica, suggellando la fine definitiva della loro collaborazione lunga oltre mezzo secolo.
Per quanto mi riguarda, ho voltato pagina. Sento di avere una nuova prospettiva sulla mia vita creativa”, a ha dichiarato qualche tempo fa Oates a Rolling Stone America. “Ti dirò cosa è cambiato. Durante la pandemia non c’erano più aerei privati. Non c’erano più concerti negli stadi o anche solo spettacoli acustici. Mi ha dato la possibilità di fare un passo indietro. Ho avuto modo di rivalutare le cose. Io e mia moglie abbiamo deciso che era il momento di restituire qualcosa. Abbiamo avviato l’Oates Song Fest for Feeding America e abbiamo nutrito 350.000 famiglie. Poi mi è stato chiesto di partecipare a Movember, un movimento per la salute maschile. Semplicemente sono uscito dalla modalità di tornare sul palco con la grande band e la grande produzione.” “Ma sì.
La disputa era nata nel 2023, quando Hall aveva fatto causa a Oates, accusandolo di aver tentato di vendere la sua quota in Whole Oats Enterprises LLP — società che detiene diritti d’immagine, royalty e proprietà intellettuali del duo — a Primary Wave IP Investment Management. Hall aveva dichiarato di essere “profondamente turbato” dal fatto che Oates avesse stipulato un accordo con Primary Wave, in quella che definiva una violazione del loro accordo di partnership. Sosteneva che Oates fosse tenuto a ottenere la sua approvazione scritta. “Sono stato preso alla sprovvista”, scriveva Hall. “Non ho intenzione di diventare socio di Primary Wave e il trust di Oates non può avere il permesso di impormi un nuovo socio in questo modo oltraggioso.” In una dichiarazione contrapposta, Oates si diceva “estremamente deluso” dal fatto che Hall avesse scelto di fare affermazioni “provocatore, oltraggiose e inaccurate”, sostenendo che fosse Hall a causare danni. “Non ho idea di chi o cosa stia motivando Daryl a intraprendere queste azioni e a fare dichiarazioni così scabrose, ma ne sono profondamente ferito”, scriveva Oates, aggiungendo che negli ultimi 50 anni si era impegnato per fare in modo che fan e industria musicale “percepissero la musica e il marchio di Hall & Oates nella luce più positiva possibile”.
Il tribunale aveva sospeso la vendita in attesa dell’esito dell’arbitrato. Ora, con la richiesta di archiviazione senza pregiudizi avanzata da Hall, si chiude formalmente una crisi che aveva fatto molto discutere gli appassionati di musica anglosassone.