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Billy Corgan: “Il rock è stato silenziato di proposito”

04.03.2026 Scritto da Claudio Cabona

Billy Corgan riaccende il dibattito sul ruolo del rock nella cultura contemporanea. Durante l’ultimo episodio del suo podcast “The Magnificent Others”, il frontman degli The Smashing Pumpkins ha sostenuto che, a partire dalla fine degli anni ’90, il rock sarebbe stato “volutamente silenziato” nell’immaginario mainstream. Secondo Corgan, il punto di svolta sarebbe avvenuto tra il 1997 e il 1998, quando MTV avrebbe progressivamente ridotto lo spazio dedicato alle chitarre per favorire l’ascesa dell’hip hop e del pop. “Ho visto cambiare tutto”, ha spiegato, parlando di uno shift improvviso nei palinsesti e negli standard editoriali. In modo provocatorio, il musicista ha aggiunto che “alcuni sostengono fosse coinvolta persino la Central Intelligence Agency”, pur precisando che si tratta di teorie che vanno oltre le sue competenze.

Corgan non nega l’importanza artistica dell’hip hop né la qualità della musica emersa in quegli anni, ma individua una frattura culturale: il rock, pur restando uno dei generi più forti in termini di biglietti venduti e tour negli Stati Uniti e in Europa, avrebbe perso centralità nel discorso pubblico e mediatico. Il paradosso, secondo lui, è evidente: mentre il pop domina classifiche e piattaforme, il rock continua a riempire arene ma senza avere lo stesso peso culturale che aveva negli anni di “Siamese Dream” o “Mellon Collie and the Infinite Sadness”. Per Corgan, non si tratta di semplice evoluzione del gusto, ma di una precisa dinamica industriale che avrebbe limitato la voce delle rockstar nel dibattito culturale. Parole destinate a far discutere, soprattutto perché arrivano da uno dei protagonisti dell’epoca d’oro dell’alternative rock, autore di dischi come “Adore” e “Machina/The Machines of God”, usciti proprio a ridosso di quel presunto cambio di paradigma.


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