Agli inizi degli anni Novanta i Red Hot Chili Peppers avevano alle spalle quattro album e un buon seguito di pubblico, ma ciò che sarebbe accaduto di lì a poco avrebbe cambiato, in molto meglio, la traiettoria della band californiana.
Ciò che accadde è una canzone chiamata “Under The Bridge”. La canzone in realtà, in principio, era una poesia del cantante Anthony Kiedis. Fu il produttore Rick Rubin a trovare il testo nel taccuino di Kiedis e a convincerlo a condividerlo con il resto della band. Rubin, che assistette al processo creativo, rivelò che, come riportato da MusicRadar, fu "pazzesco" assistere alla sua nascita. Parlando con Rick Beato nel 2024 raccontò: "Non avevano mai fatto una canzone del genere prima. Era una poesia che aveva scritto Anthony. Gli chiesi: 'Cos'è questa?' e lui rispose: 'Non è per i Red Hot Chili Peppers'. Gli dissi: 'È davvero bellissima, perché dici che non è per i Red Hot Chili Peppers?' E lui: 'Non è quello che facciamo'.
Per fortuna, Rubin alla fine convinse Kiedis a proporre il testo agli altri Red Hot Chili Peppers: il chitarrista John Frusciante, al bassista Flea e al batterista Chad Smith. La titubanza di Kiedis derivava dal fatto che la band era conosciuta per suonare musica da festa, rumorosa e ritmata. Non riusciva a comprendere come una ballata così piena di sentimento potesse esistere all'interno dell'orbita sonora del gruppo. Disse ancora Rubin a Beato: "Storicamente, erano una band che suonava funk con voci rap. Quello era il sound dei Red Hot Chili Peppers. Dissi: 'Che ne dici di cantarla agli altri?', ma lui era timido. La cantò per John, che inventò la parte di chitarra. John e Anthony la cantarono a Flea e Chad, che dissero di averla adorata, e divenne una canzone dei Red Hot Chili Peppers."
Fu un momento cruciale nell'evoluzione del gruppo, continua Rubin: "Per questo motivo, spaccò la cornice di ciò che erano i Red Hot Chili Peppers. Potevano essere qualsiasi cosa. Sapendo che erano più di un sound, se a loro quattro piaceva quello che facevano, ecco cosa erano i Red Hot Chili Peppers."
Il testo di “Under The Bridge” parla degli anni in cui Kiedis era un eroinomane. Parla della solitudine e dell'isolamento che accompagnano la dipendenza. Il titolo della canzone si riferisce al luogo dove Anthony andava a procurarsi la droga e a sballarsi. Come rivelò nella sua autobiografia del 2004, 'Scar Tissue', Anthony Kiedis ha ricordato un periodo in cui "avevo questa bellissima ragazza angelica (Ione Skye, la figlia di Donovan, ndr) disposta a darmi tutto il suo amore, e invece di abbracciarla, ero in centro con dei fottuti gangster a spararmi speedball sotto un ponte".
“Under The Bridge” parla anche del suo rapporto con la città di Los Angeles. A Goldmine nel 1996 dichiarò: "Mi ripugna davvero in questi giorni. Aspirare quella nuvola tossica di smog infernale ogni giorno che vivo... non è un pensiero piacevole. Ma ho un forte legame familiare con quella città che probabilmente non riuscirò mai a recidere".
“Under The Bridge” venne pubblicato come secondo singolo dall'album “Blood Sugar Sex Magik”.