Nell'immagine che ha scelto di postare sui social per lanciare il brano, Annalisa è divisa a metà: in una metà è vestita da suora, con tanto di velo a coprire i capelli; nell'altra metà è più sexy. «Sono davvero una brava ragazza, ma poi divento cattiva. Chi dice suora, chi pornodiva. Entrambe e nessuna dico io, troppo facile così. E vorrei essere quella che ti piace, vorrei piacerti così come sono, vorrei. Ma come mi vuoi tu?», scrive nel post. Per scoprire cosa c'entri questa dualità con il nuovo singolo della cantautrice ligure, "Canzone estiva", bisognerà aspettare questo venerdì, 13 marzo, quando il brano arriverà sulle piattaforme (insieme, forse, al relativo videoclip).
"Canzone estiva" arriva a quattro mesi di distanza dal precedente "Esibizionista" ed è il primo brano inedito che Annalisa pubblica dopo l'uscita, a ottobre, del suo ultimo album "Ma io sono fuoco": «Si chiama così, ma questa non è una canzone estiva», fa sapere la voce di "Mon amour". E ancora: «Questa è la canzone con cui dichiaro il mio amore. E la mia rabbia. È la canzone con cui dico basta. Ma poi ne voglio ancora. È la canzone in cui ho ragione, ma forse sto sbagliando tutto. Questa è la canzone in cui un po’ scherzo. Ma parlo molto seriamente. Questa è la canzone con cui affronto le opinioni, compresa la mia. E le confronto. E ti dico che ti amo, anche se ci lasciamo. Perché sei nel mio sogno erotico. Ma sei una iena. Sei un problema. E per questo finisce un amore».
Annalisa non è la prima popstar a giocare con l'immaginario religioso o con l'iconografia mariana. L'ultima della serie è stata Rosalía, che sulla copertina di "Lux", il suo ultimo album, uscito lo scorso novembre, indossava un velo bianco, coerentemente con una delle fonti di ispirazione principali del disco, la mistica femminile.
Nel 2019 Fka Twigs nel suo album "Magdalene" rilesse la figura di Maria Maddalena, utilizzando nelle immagini e nelle performance veli, posture iconiche e riferimenti medievali. Nel video del singolo "Tropico", nel 2016, Lana Del Rey appariva invece come una Madonna, con tanto di velo e aureola.
Chi ritiene che la pioniera nel pop mainstream di questo immaginario sia Madonna, che nel 1984 incise "Like a virgin" e nel video di "Like a prayer", nel 1989, si rifece così tanto all'iconografia cattolica da essere criticata duramente dalla Santa Sede, dimentica che nel 1982 per la copertina e le immagini interne del suo album "Traslocando" Loredana Bertè si fece ritrarre con abiti monacali.
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