Dopo avere avuto un grosso successo negli anni Settanta, con il giungere degli Eighties gli Aerosmith conobbero da vicino il significato della parola declino. Nel 1979 si ruppe il sodalizio tra il frontman del gruppo Steven Tyler – consumato e messo alle corde da uno smodato uso di droghe – e il chitarrista Joe Perry che lasciò temporaneamente la band per farvi ritorno qualche anno più tardi, nel 1984.
Gli album "Rock in a hard place" del 1982 e "Done with mirrors" del 1985 furono un mezzo flop e sebbene fossero più vicini ai 35 che ai 40 anni parevano irrimediabilmente oggetti di un'altra epoca. Una seconda possibilità di tornare agli antichi fasti gli venne offerta dai Run-D.M.C. che nel 1986 riproposero la "Walk This Way" della band di Boston in chiave hip-hop conquistando le parti molto alte delle classifiche. Il video musicale, con la partecipazione degli Aerosmith, spopolò su MTV in un periodo in cui le clip erano fondamentali presso il pubblico per il gradimento o meno di una canzone. Così gli Aerosmith tornarono in auge quando ormai ai più, nella discografia, parevano una causa persa.
Questa e altre vicende sono incluse nel volume 'Raised on Radio: Power Ballads, Cocaine & Payola — the AOR Glory Years 1976-1986' scritto dal giornalista musicale Paul Rees. Nel libro viene raccontata una storia del rock mainstream che va dalla metà degli anni '70 fino agli anni '80, con un capitolo dedicato al ritorno dagli inferi degli Aerosmith.
In 'Raised on Radio', John Kalodner, all'epoca dirigente A&R per l'etichetta del gruppo, la Geffen Records, racconta che la sua prima priorità fu quella di ripulire da ogni dipendenza i membri della band e poi di reclutare, per l'album del 1987 "Permanent vacation", degli autori da affiancare a Tyler e Perry: "Ragazzi come Desmond Child e Jim Vallance, che potevano dare spunto alle grandi idee che ne scaturivano".
Secondo quanto dichiarato da Joe Perry, all'inizio lui e Tyler non erano troppo entusiasti all'idea di dover lavorare con degli autori esterni. "Dovevamo essere trascinati a calci e urla per riuscirci. Ma alla fine, ci siamo resi conto che la cosa avrebbe portato nuova energia e che avrebbe contribuito a farci andare avanti."
Le sedute di scrittura di Tyler e Perry con Child produssero due hit: "Dude (Looks Like a Lady)" (con un video in cui Kalodner si traveste da sposa) e "Angel". Ma secondo Kalodner, una volta che gli Aerosmith tornarono sulla cresta dell'onda, Steven Tyler non fu molto generoso nel riconoscere parte del merito a chi lo meritava. "Gli Aerosmith hanno riconosciuto quello che avevo fatto per loro, ma un poco a malincuore. Tyler diceva nelle interviste che le canzoni erano suoi figli, e che io avevo ucciso i suoi figli." Steven Tyler nel volume spiega così quale fosse il suo punto di vista: "Io ero distrutto quando c'era qualcosa su cui avevo sudato e John Kalodner arrivava e diceva: 'Che schifo'".
Kalodner però riporta un'altra versione dei fatti: "A lui non piaceva che gli dicessi di rendere i suoi testi più accessibili per le radio. Potevano essere troppo vietati ai minori. Molte delle cose commerciali di cui loro e Bruce Fairbairn (il produttore, ndr) erano capaci, le ho dovute respingere. Continuavano a volere che Tim Collins (il manager degli Aerosmith, ndr) mi licenziasse. Non ho ricevuto ringraziamenti, ma non era insolito. È così che vanno le cose."
Nonostante le tensioni creative, o forse proprio grazie ad esse, l'album "Permanent vacation", pubblicato il 25 agosto 1987, finì per ottenere cinque dischi di platino, e il disco successivo del 1989, "Pump", fece ancora meglio: ottenne sette dischi di platino e lanciò tre singoli nella Top Ten, "Love in an elevator", "Janie's got a gun" e "What it takes". Nel 2024 John Kalodner disse a Louder: "Le mie capacità di manager sono molto scarse, ma la musica che ne esce di solito ne vale la pena. Quando esce il disco, ho il sospetto che la maggior parte delle persone cerchi di dimenticare di avere avuto a che fare con me".
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