L’edizione 2023 di MITO SettembreMusica, il festival che da diciassette anni unisce Milano e Torino, è costruita intorno al tema “Città” che, attraverso i programmi pensati appositamente per l’occasione, vengono raggiunte idealmente concerto per concerto.
La direzione artistica è affidata, per l’ultimo anno, a Nicola Campogrande che, dal 2016 ad oggi, ha curato otto edizioni: Padri e figli, Natura, Danza, Geografie, Spiriti, Futuri, Luci e appunto Città.
Concentrandosi sulle date milanesi del Festival, si viaggerà dalla New York di Gershwin e Bernstein (8 settembre, Conservatorio) alla Buenos Aires di Piazzolla (9 settembre, Teatro Dal Verme), passando dalla Vienna di Haydn e Mozart (13 settembre, Piccolo Teatro Studio Melato), la Parigi di Ravel, Debussy e Satie (19 settembre, Teatro Dal Verme), la Venezia di Monteverdi (17 settembre, Chiesa di Santa Maria Segreta), passeggiando ad Asti con la rilettura dei successi di Paolo Conte (11 settembre, Teatro Dal Verme), a Stradella e Castelfidardo accompagnati dal suono di una fisarmonica (Santuario di San Giuseppe), per raggiungere Aranjuez sulle corde di una chitarra, Granada e Madrid e così conoscere Falla e Rodrigo (16 settembre, Auditorium di Milano); si potrà quindi alzarsi in volo con la celebre aviatrice Amelia Earhart grazie a Tõnu Kõrvits (20 settembre, Teatro Dal Verme), ed entrare nelle mitiche aule universitarie di Cambridge con le voci dei King’s Singers (12 settembre, Piccolo Teatro Studio Melato).
L’edizione 2023 di MITO SettembreMusica permetterà dunque di scoprire la relazione che lega un brano al luogo in cui ha preso vita o al quale è ispirato, riscoprirne le tradizioni, le abitudini, gli stili, le mode da cui nascono una sinfonia o un quartetto, un concerto per violoncello o una sonata; e porre attenzione a quanto quella della musica sia una storia di luoghi, spesso lontani, molto diversi gli uni dagli altri, capaci di ispirare o guidare il lavoro dei compositori in direzioni anche divergenti.
Grazie al successo dello scorso anno sarà riproposto anche una sorta di “festival nel festival” che ha per protagonista il pianoforte: 15 interpreti italiani di eccellenza, in luoghi meno centrali della città, indagheranno in modo monografico celebri autori di varie epoche. I concerti sono esplicitamente intitolati “Il pianoforte di Beethoven”, “Il pianoforte di Rachmaninov”, “Il pianoforte di Albéniz” e così via.
Come ha sottolineato il Direttore Artistico “un viaggio in giro per il mondo ci sembra un bel modo di festeggiare la forza e la bellezza della musica classica. Un’occasione per sottolinearne i dettagli, i profumi, le suggestioni”.
Un’attenzione è stata posta al prezzo estremamente contenuto dei biglietti. Per gli appassionati sono disponibili anche due formule di abbonamento a carnet da 13 concerti e 6 concerti acquistabili online.