Prende il via il 12 giugno con La Traviata la stagione di opera tra le più suggestive e acclamate al mondo.
Nei mesi scorsi l’Arena di Verona ha vissuto un momento storico straordinario diventando uno dei simboli delle Cerimonie Olimpiche di Milano Cortina, trasformandosi per l’occasione nel più antico Stadio Olimpico mai utilizzato nella storia dei Giochi Moderni e consolidando ancora una volta il suo ruolo di ambasciatrice culturale dell’Italia nel mondo. In questo scenario di rinnovata centralità internazionale prende vita l’Arena di Verona Opera Festival 2026, un festival che porta in scena alcuni dei capolavori più amati dell’opera in un calendario fitto di titoli iconici e serate speciali. Ad aprire il programma sarà La Traviata, in scena dal 12 giugno al 12 settembre in un nuovo allestimento pensato per valorizzare la potenza emotiva del melodramma verdiano, seguito dalla doppia presenza di Aida: la moderna edizione di Stefano Poda, dal 19 giugno al 24 luglio e l’indimenticabile versione firmata da Franco Zeffirelli, dal 30 luglio al 10 settembre, un monumento della storia areniana capace di incantare il pubblico a ogni replica. Il cartellone prosegue con Nabucco, dal 26 giugno al 9 settembre, anch’esso nell’allestimento visionario di Poda che combina rigore estetico e intensità teatrale, mentre gli amanti di Puccini potranno immergersi nell’atmosfera parigina de La Bohème, in programma dal 3 al 25 luglio nell’allestimento diretto da Alfonso Signorini e nell’universo fiabesco di Turandot, dal 7 agosto all’11 settembre, nell’iconica edizione di Zeffirelli arricchita dai costumi della premio Oscar Emi Wada, proposta in occasione del centenario dell’opera. Accanto ai titoli lirici, la stagione ospiterà tre serate-evento di grande richiamo: il gala Roberto Bolle and Friends del 21 luglio, una festa della danza che ogni anno attira pubblico da tutta Italia; Carmina Burana di Carl Orff, il 13 agosto, con un imponente organico sinfonico-corale; e Viva Vivaldi – The Four Seasons, previsto per il 19 agosto, uno spettacolo immersivo in 3D che unisce musica barocca e tecnologia visiva in un’esperienza multisensoriale unica. Dietro la magnificenza del Festival c’è il lavoro fondamentale delle maestranze e dei laboratori, una vera macchina creativa che consente ogni sera la perfezione dello spettacolo. Nei laboratori della Fondazione Arena vengono realizzati costumi e scenografie grazie al lavoro di decine di professionisti specializzati, dalla sartoria alla calzoleria, dai parrucchieri ai tecnici addetti alle modifiche e alla messa a misura di ogni abito, in un processo continuo di prove, adattamenti e correzioni che coinvolge migliaia di capi ogni stagione. La sartoria interna gestisce ogni anno un enorme patrimonio di abiti — fino a seimila capi in una stagione — che vengono confezionati, modificati e ricondizionati per adattarsi alle esigenze delle diverse produzioni e ai cambiamenti richiesti da registi, scenografi e interpreti. L’Arena, che per oltre un secolo ha ospitato il festival lirico estivo senza interruzioni, continua così a confermarsi un palcoscenico senza eguali, dove la tradizione dell’opera incontra la maestosità di un anfiteatro romano di duemila anni, costruito nel I secolo d.C. e ancora oggi capace di accogliere decine di migliaia di spettatori grazie alla sua forma ellittica e alla straordinaria acustica originaria, testimoniata dai suoi corridoi concentrici e dalla resistenza della struttura interna che ha superato intatta persino il terremoto del 1117. L’Arena di Verona è considerata il terzo anfiteatro romano più grande dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua e continua a essere un luogo vivo dove passato e presente si incontrano in ogni evento, rendendo ogni serata dell’Arena Opera Festival 2026 non solo uno spettacolo, ma un’esperienza che attraversa la storia stessa dell’arte scenica italiana.