Teatro

Casanova Opera Pop

01.04.2025 Scritto da Sigfrido Menghini
D: Come e quando è nata in te l’idea di Casanova Opera Pop?
R: Erano anni che pensavo di scrivere qualcosa su Casanova, ma quello che trovavo a livello letterario, mi riportava sempre a una figura molto stereotipata del personaggio e io sentivo che non era così, che c’era molto di più. Poi, ad aprirmi ogni porta della creatività, è stato il romanzo Giacomo Casanova - La sonata dei cuori infranti di Matteo Strukul, il quale, involontariamente ma con fantasia e creatività aveva scritto senza saperlo la sceneggiatura perfetta per la mia opera. L’ho contattato e in un pomeriggio abbiamo scritto la sinossi della storia con 35 capitoli sui quali io ho composto 35 musiche… che poi il mio paroliere di fiducia, Miki Porru, ha completato con dei testi emozionanti ed esplicativi… non ci sono molti dialoghi nell’opera e quasi tutto viene narrato attraverso le canzoni. Ma sentivo talmente mia quest’opera che ho voluto anche realizzare tutta la parte scenica, o meglio, ho creato tutte le immagini di realtà aumentata che vengono proiettate sul fondo della scena, lavorando foto e filmati che ho ripreso durante la pandemia, quando Venezia era un set cinematografico, inquietante ma allo stesso tempo bellissimo, senza nessuno in giro.

D: Lo scorso mese di dicembre, Casanova è stato portato addirittura in Cina. Come mai in questo paese così distante sia geograficamente che culturalmente? Raccontaci questa esperienza e come è stato accolto Casanova.
R: Casanova in Cina ha avuto un grande successo grazie a quello che abbiamo portato in palco. Non dimentichiamoci che i cinesi fanno un viaggio di 12 ore per venire a vedere Venezia e le sue meraviglie, e noi abbiamo portato tutto questo sul palco, con le immagini di Venezia, con 120 costumi in stile settecentesco, con le architetture dei ponti e dei pozzi…oltre chiaramente al bel canto e alla musica “nostra”, tutta italiana. Tra l’altro, Chiara Canzian, in Cina come nel tour italiano, è stata la regista residente dell’opera e ha lavorato con grande capacità. Ed è stato meraviglioso vedere con quanto entusiasmo sia stato accolto questo lavoro… tanto che nel 2026 torneremo per un lungo tour.

D: Dopo questo lungo viaggio in estremo Oriente, Il prossimo luglio, Casanova ritorna a casa. Che emozione ti dà pensare al tuo spettacolo in scena nel cuore di Venezia?
R: È qualcosa di incredibile quello che succederà il 5 luglio in Piazza San Marco… vedremo la storia dentro alla storia. Sarà incredibile…Piazza San Marco proiettata sul fondo del palco e la stessa Piazza San Marco intorno allo spettatore… sarà un’emozione unica e irripetibile.

D: Casanova è un progetto che ti vede protagonista come autore delle musiche. Qual è stata per te la sfida di musicare un’opera pop da portare in scena?
R: Ho scritto quasi due ore di musica per Casanova Opera pop e il mio desiderio era quello di riuscire a fondere la mia cultura pop rock con la musica del ‘700, con le arie del bel canto italiano che in qualche modo ho voluto percorrere, e devo dire che risultato che ho ottenuto è arrivato bene alla gente, che ha apprezzato questa miscellanea tra antico e moderno, dove la melodia non perde mai la sua dimensione di romantica liricità, pur rimanendo ritmica e attuale.

D: Il tuo coinvolgimento va oltre l’aspetto musicale e ti vede impegnato anche come produttore. Anima artistica ed imprenditoriale convivono dunque in questo progetto. Come vivi questa avventura a 360°?
R: Quest’opera è nata in casa in famiglia…ci ho lavorato un anno e ogni giorno qualcuno dei miei “entrava” nel progetto. Ho cominciato con Chiara, mia figlia, che ha cantato le parti femminili nei provini, poi è arrivato Phil, mio figlio, che ha cominciato ad abbozzare gli arrangiamenti per poi farli diventare arrangiamenti per la grande orchestra sinfonica, e poi a mano a mano che andavamo avanti, questo lavoro diventava ogni giorno sempre più nostro… troppo per affidarlo a qualcuno, per cui, con mia moglie Bea, che ne è diventata il capo progetto, abbiamo deciso di produrlo noi…improvvisandoci in un lavoro che non conoscevamo così bene, ma mettendoci tutta la passione che si mette a far crescere un figlio… e grazie a Dio è cresciuto molto bene!

D: Dopo una lunga ed entusiasmante carriera, possiamo dire che Casanova rappresenti per te una sorta di sintesi di tutte le esperienze e competenze maturate nel tempo?
R: Diciamo che Casanova è il compendio di mille esperienze vissute a livello musicale, di tournée, di dischi… qualcosa che pur essendo diverso dal concerto fine a sé stesso, vive dello stesso scambio di emozioni che c’è tra chi sta sul palco e il pubblico.

D: Ho avuto il piacere di vedere dal vivo Casanova Opera Pop. Uno degli elementi di forza dello spettacolo mi è parso il perfetto amalgama degli ingredienti: musiche, canto, performance attoriali, scenografie, costumi, tutto concorre a creare un’atmosfera capace di calarci nella Venezia settecentesca. Come è stato possibile armonizzare tanti talenti?
R: Credo che il merito più grande che abbiamo avuto, intendo dire io e la mia famiglia, sia stato quello di scegliere gli interpreti giusti e i collaboratori giusti per portare a termine un’impresa titanica come questa. E ho avuto la fortuna di incontrare professionisti seri anche nel “portarlo in giro” questo spettacolo, come Paolo Mandelli e lo staff di Retropalco. E con la gente giusta, con i professionisti appassionati del loro lavoro, si arriva a questi risultati, dove tutto è armonico e la storia ti avvolge come un velluto, trasportandoti per due ore in una fantastica “realtà”.
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