La stagione teatrale 2023/2024 vede in scena la nuova attesissima produzione di Cabaret – the musical, uno spettacolo che trasporterà il pubblico in una Berlino di quasi un secolo fa, a pochi anni dall’avvento del nazismo, caratterizzata da eccessi, privazione delle libertà, decadenza e contraddizioni. Un momento storico distante dal nostro ma allo stesso tempo ancora molto attuale.
La Prima nazionale è prevista il 10 ottobre al Teatro Alfieri di Torino a cui segue un lungo tour fino a febbraio 2024 che toccherà i migliori teatri italiani di molte città, tra le quali Roma, Milano, Ancona, Genova, Firenze, Prato, Trieste, Bologna, Rimini e Napoli.
Prodotto da Fabrizio Di Fiore Entertainment, con la regia di Arturo Brachetti e Luciano Cannito, Cabaret è irriverente, piccante, spettacolare, divertente, semplicemente uno dei musical più famosi di sempre e vincitore di innumerevoli premi nelle varie edizioni messe in scena a Broadway e a Londra. Celeberrimo è anche l’omonimo film di Bob Fosse con Liza Minnelli, capace di vincere ben 8 Oscar e che quest’anno celebra i 50 anni dall’uscita.
La storia di Cabaret è basata su fatti e personaggi reali descritti nel romanzo autobiografico Goodbye to Berlin di Cristopher Isherwood che passò tre anni della sua vita nella capitale tedesca negli anni ’30 del secolo scorso.
La Berlino che viene presentata nello spettacolo è la più vicina possibile a quella che era nella realtà, con i suoi cabaret, i suoi bordelli e locali notturni, ma anche le stimolanti correnti artistiche, in primis la Nuova Oggettività, che facevano di questa capitale il punto di incontro di pittori e liberi pensatori, spesso inconsapevoli della minaccia che incombeva su di loro e sull’umanità intera.
La storia raccontata è quella di un americano che arriva a Berlino dove incontra e si innamora di una ragazza inglese, Sally interpretata da Diana Del Bufalo. I due condividono una stanza in una pensione modesta, gestita da una anziana zitella tedesca che è a sua volta innamorata di un fruttivendolo ebreo.
Al centro della narrazione è posto il cabaret Kit Kat Club dove un presentatore ambiguo e irriverente chiamato EMCEE (Arturo Brachetti), si prende gioco della degenerazione dei costumi e del potere. L’avvento del nazismo si abbatte infine su questo particolare e originalissimo mondo.
Lo spettacolo corre spedito con ritmi cinematografici, senza censura e pregiudizi, snodandosi tra numeri musicali conosciutissimi suonati dal vivo, quali Cabaret, Wilkommen e Money Money e la storia umana e toccante delle due coppie di innamorati.
Cabaret si annuncia dunque come uno spettacolo contemporaneo, a tratti provocatorio, con un allestimento totalmente diverso dalle edizioni precedenti e capace di esplorare temi quali la politica, l’amore, la libertà personale in un’epoca di grande incertezza, offrendo allo spettatore nuovi spunti di riflessione.