Cultura

Preraffaelliti

02.04.2024 Scritto da Redazione
Fino al 30 giugno in programma presso i Musei di San Domenico a Forli la grande mostra Preraffaelliti. Rinascimento moderno diretta da Gianfranco Brunelli, con la curatela di Elizabeth Prettejohn, Peter Trippi, Cristina Acidini e Francesco Parisi, con la consulenza di Tim Barringer, Stephen Calloway, Charlotte Gere, Véronique Gerard Powell e Paola Refice.
Attraverso oltre 300 capolavori tra dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie, mobili, ceramiche, opere in vetro e metallo, tessuti, medaglie, libri illustrati, manoscritti e gioielli è una mostra che si pone già dalle premesse come unica per la ricchezza e la vastità delle opere. L’esposizione ha l’obiettivo di narrare la storia delle tre generazioni di artisti associati o ispirati al movimento dei Preraffaelliti, ricostruita attraverso un viaggio intorno al mondo delle più prestigiose collezioni e musei, quali la Galleria degli Uffizi e Casa Buonarroti di Firenze, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Dall’Inghilterra sono presenti opere dal British Museum, Royal Academy of Arts, Victoria and Albert Museum, Tate, Royal Collection, dall’America vi sono prestiti dal Museo de Arte de Ponce, The Luis A. Ferré Foundation, Inc. (Portorico), dallo Yale Centre for British Art di New Haven (Stati Uniti), dai Vassar College e Dahesh Museum of Art di New York, dal Fine Art Museum of San Francisco e dalla Colección Perez Simón (Messico).
Leitmotiv dell’esposizione è la volontà di mettere in atto il confronto diretto tra gli artisti moderni e i maestri italiani dal Trecento al Cinquecento, evidenziando come lo sguardo al Rinascimento storico sia stata la premessa per questo nuovo rinascimento artistico. Ecco dunque che si trovano affiancati per la prima volta i grandi maestri del passato del calibro di Beato Angelico, Giovanni Bellini, Benozzo Gozzoli, Filippo Lippi, Michelangelo, Guido Reni, Luca Signorelli, Mantegna, Veronese, Verrocchio, Cosimo Rosselli, Palma il Vecchio, Filippino Lippi e gli inglesi Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais, William Holman Hunt, John Ruskin, Edward Burne-Jones, William Morris, Ford Madox Brown, Elizabeth Siddal, Evelyn De Morgan, John William Waterhouse, George Frederic Watts, Henry Holiday, William Dyce, Charles Haslewood Shannon, Frederic Leighton, Simeon Solomon, Charles Ricketts, Frederick Sandys. I preraffaelliti, infatti, si ispirarono in diversi momenti all’arte e all’architettura gotica veneziana, a Cimabue, oltre che a maestri del Rinascimento, come Botticelli e Michelangelo, rivolgendosi infine con altrettanto entusiasmo all’arte veneziana del XVI secolo di Veronese e Tiziano.
Il percorso si apre con una sezione dedicata direttamente ai maestri italiani con opere di artisti come Cimabue, Beato Angelico, Filippo Lippi, Luca Signorelli e Botticelli, in modo da far immergere subito il visitatore nella cultura visiva a cui ha guardato il Preraffaellismo.
La sezione successiva è invece dedicata al Revival Gotico, e ospita opere di John Rorgers Herbert e William Dyce, diretti precursori dei pittori preraffaelliti. Ma è presente anche una serie di disegni di architetture italiane realizzati da John Ruskin, critico d’arte, poeta e pittore, che ebbe un ruolo fondamentale per il movimento preraffaellita di cui fu teorico di riferimento. Seguono le prime opere della “confraternita preraffaellita”, da Ford Madox Brown ai primi dipinti e disegni di Dante Gabriel Rossetti, uno dei protagonisti del movimento.
La mostra procede con John Everett Millais, William Holman Hunt, Walter Deverell e Charles Allston Collins, mentre la sala degli affreschi è interamente dedicata a Edward Burne-Jones.
La successiva sezione dedicata alle arti applicate si propone di mostrare che cosa si intendesse già a quel tempo per “arte diffusa”. Il percorso procede con sezioni dedicate alla pittura di Dante Gabriel Rossetti, con le sue figure femminili mentre nelle stanze successive troviamo la sezione dedicata alle opere di George Frederic Watts e di Frederic Leighton. Ad aprire l’ultima parte dell’allestimento sono gli artisti che esposero alla Grosvenor Gallery nel 1877, quali tele di Evelyn De Morgan, John Roddam, Spencer Stanope, Fred Appleyard, Phoebe Anna Traquair, opere decorative di William De Morgan e Walter Crane, sculture di Alfred Gilbert e William Reynolds-Stephens.
Il percorso si conclude con una sezione dedicata agli artisti italiani che subirono la fascinazione per le tendenze neorinascimentali attraverso i progetti architettonici come la Galleria Vittorio Emanuele II a Milano (1865) e i portici di Piazza della Repubblica di Firenze (1885-95), oppure da opere d’arte decorative come i mobili presentati alle esposizioni universali.
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