La splendida cornice di Palazzo Reale a Milano ospita per la prima volta in Italia fino al 21 gennaio Jimmy Nelson. Humanity una mostra fotografica promossa dal Comune Milano, prodotta da Palazzo Reale e Skira Editore, in collaborazione con la Jimmy Nelson Foundation, con la curatela di Nicolas Ballario e Federica Crivellaro.
Attraverso 65 fotografie di grandi dimensioni, appartenenti ai cicli più famosi della sua produzione artistica, la mostra documenta l’evoluzione creativa dell’artista che ha trascorso la vita viaggiando per il mondo e fotografando alcune delle culture indigene più a rischio di scomparsa, raccontando gli usi e i costumi tradizionali che si sono preservati in un pianeta sempre più industrializzato e globalizzato. Jimmy Nelson, attraverso le sue fotografie, celebra la diversità culturale incontrata nei suoi viaggi a contatto con le molteplici comunità della Papua Occidentale, del Tibet, dell’Africa, della Siberia, del Bhutan o di altre zone del pianeta e invita il visitatore a vedere il mondo attraverso una diversa prospettiva, incoraggiandolo ad apprezzare la bellezza intrinseca delle varie popolazioni quale parte integrante della grande famiglia umana.
“Come fotografo – afferma Jimmy Nelson – il mio viaggio ruota attorno al soggetto delle mie opere d’arte: i popoli indigeni. Radicato in un profondo senso di empatia, il mio lavoro mira a connettermi con persone di diverse culture e a ispirare gli altri ad abbracciare la bellezza dell’umanità, riconoscendo che siamo tutti un solo popolo. Dal punto di vista artistico rimango affascinato dall’estetica delle popolazioni indigene. I loro indumenti vivaci, l’artigianato sofisticato e i paesaggi mozzafiato mi offrono un ricco arazzo visivo per catturare bellezza attraverso il mio obiettivo”.
Il suo lavoro è spesso focalizzato sulla rappresentazione dei ritratti. Nei lunghi soggiorni nelle zone più remote della terra, Jimmy Nelson stabilisce un profondo legame con le popolazioni che vi abitano, prestando molta attenzione alle caratteristiche culturali delle comunità che ritrae, mettendo in luce l’unicità e la bellezza di ognuna. Le sue composizioni sono vere e proprie sinfonie visive, dove l’elemento umano è armonizzato con l’ambiente naturale.
Le sue immagini ritraggono sovente membri anziani delle comunità, i cui volti portano i segni del tempo e di una vita di esperienze, come nella fotografia dell’anziana signora Inuit.
Numerosi ritratti di Jimmy Nelson mettono in evidenza la forza e la bellezza delle donne come quello della ragazza kazaka, potente simbolo di emancipazione femminile.
Il profondo rapporto che lega l’umanità e la natura è un altro aspetto fondante dell’arte del fotografo inglese. Gli sfondi, come valli, montagne, pianure o corsi d’acqua, avvolgono le persone ritratte. Questi soggetti riescono inoltre a trasmettere un senso di profondo rispetto per la natura, diventando nelle immagini di Nelson simboli della difesa dell’ambiente e comunicando l’importanza di pratiche sostenibili per la conservazione della natura.
La perfezione stilistica delle sue fotografie è frutto di una lunga sperimentazione e studio di due maestri come Richard Avedon e Irving Penn: Jimmy Nelson si avvicina così ai suoi soggetti utilizzando esclusivamente la luce naturale e dedicandosi a manifestare l’autentica essenza delle culture che incontra con l’obiettivo di creare immagini che assomigliano a dei dipinti.