Un lungo sodalizio si interrompe a un passo dalla storia. Dopo più di quarant'anni trascorsi fianco a fianco sui palchi di tutta Italia, Diego Spagnoli e Vasco Rossi si separano. L'annuncio dell'addio, arrivato dallo storico direttore di palco — volto simbolo del Blasco fin dal 1982 —, ha aperto un caso mediatico, culminato in un botta e risposta social tra i due.
In un primo momento, Spagnoli aveva blindato le motivazioni della sua scelta con un laconico: "Non ve lo dirò mai perché ho fatto questa scelta, è una cosa mia assolutamente personale". A rompere il silenzio ci ha pensato direttamente Vasco Rossi, che in un post su Instagram ha espresso tutto il suo rammarico, inserendo la separazione nel contesto dei preparativi per i dieci concerti di giugno a Roma — la più grande residency mai realizzata in Italia, ribattezzata dal rocker un "giubileo laico".
Nessun mistero, secondo il cantante: la rottura affonderebbe le radici in una discussione avvenuta sul palco durante le prove, davanti a due persone. Un momento di tensione in cui Vasco, nervoso, ha espresso il suo pensiero spingendo Spagnoli a sentirsi offeso. Pur riconoscendo la professionalità del suo storico collaboratore (che ha portato a termine il tour e si è congedato con un video), Vasco ha ammesso: "Diego non è sostituibile. Diego è Diego. Ma dobbiamo andare avanti".
La vicenda, tuttavia, ha vissuto un ulteriore colpo di scena nei commenti al post di Spagnoli, dove lo stesso Vasco è intervenuto direttamente per correggere quella che ha definito una narrazione edulcorata:
Il cantautore di Zocca ha voluto rimarcare come il "fulmine a ciel sereno" delle dimissioni, arrivate alla vigilia di uno degli appuntamenti più importanti della loro carriera, non colpisca solo dal punto di vista affettivo, ma crei gravi problemi organizzativi che lo staff è ora chiamato a gestire.
Nonostante lo strappo e le frizioni sulla tempistica, la chiusura resta nel segno della porta aperta e della musica che deve andare avanti: "Ricorda che se vorrai 'le porte del nostro giubileo' apriranno per tutti… lasciando a ognuno la libertà di oltrepassare quella che desidera".
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