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Storia della canzone più gioiosa dei Cure

24.08.2025 Scritto da Paolo Panzeri

I Cure sono noti per non essere tra le band più gioiose e solari di tutti i tempi, ma una loro canzone lo è. Si sta parlando di "Friday I'm in Love", brano incluso nel loro album del 1992 "Wish" (leggi qui la recensione).

Le basi per scrivere "Friday I'm in Love" scaturirono nella mente del frontman della band britannica Robert Smith che a Guitar World raccontò: "Ricordo di essere tornato a casa in macchina un venerdì pomeriggio per prendermi il weekend libero. E ho iniziato a pensare a questa fantastica sequenza di accordi. Ero a circa 20 minuti dallo studio. Così mi sono girato, sono tornato in studio e tutti erano ancora lì. L'abbiamo effettivamente registrata quel venerdì sera." Il demo fu intitolato "Friday" in omaggio alla notte in cui fu registrato.

Continua ancora Smith: "Quando ho iniziato a scrivere i testi, ho pensato: perché non fare una canzone su quella sensazione del venerdì? È una cosa che si ha a scuola, e molte persone fanno lavori che non amano molto. Quindi quella sensazione del venerdì pomeriggio è qualcosa che non vedi l'ora di provare."

In un'altra intervista, questa volta con Spin, parlò del testo di "Friday I'm in Love": "I testi pop genuinamente stupidi sono molto più difficili da scrivere dei miei soliti sfoghi dal cuore. Ho riempito centinaia di fogli di carta, cercando di trovare le parole per "Friday I'm in Love". Devi trovare qualcosa che non sia imbarazzante: una semplicità e un'ingenuità che comunichino. C'è una stupidità che in un certo senso scricchiola. Abbiamo sempre fatto canzoni pop. A volte sono solo troppo giù, un po' disperate."

Quando la band trovò la giusta progressione per la parte musicale, Robert Smith la trovò perfetta. Forse troppo. Tanto che iniziò a sospettare che, seppur inconsciamente, la dovesse avere copiata da qualche parte. "È una progressione di accordi davvero bella, non potevo credere che nessun altro l'avesse usata e all'epoca chiesi a così tante persone - comunque stavo diventando paranoico per la droga - 'Devo averla rubata da qualche parte, non è possibile che me la sia inventata io'. Chiesi a tutti quelli che conoscevo, a tutti. Telefonavo alla gente, la cantavo e chiedevo: 'L'avete mai sentita prima? Come si chiama?'. E loro rispondevano: 'No, no, non l'ho mai sentita'".

Sebbene il brano fosse già piuttosto diverso da qualsiasi altro brano scritto per "Wish", il produttore Dave M. Allen e Robert Smith pensarono che si potesse trovare una versione ancora più emozionante, variando la velocità e l'intonazione della registrazione. I due provarono diverse varianti, modificando l'intonazione del brano tramite il controllo di velocità variabile del registratore a nastro dello studio. Ma, non trovando nulla che superasse il suono originale, si resero conto che forse avrebbero dovuto lasciarlo così com'era. Poi, l'imponderabile. Pensando di aver azzerato il controllo di velocità variabile, Smith in realtà l'aveva alzata di un quarto di tono. Riascoltandola ne fu felicissimo di ciò che sentì.

Parlando con Guitar Player raccontò: "Fu un incidente, anche se felice. Stavo giocando con il pitch control e ho dimenticato di disattivarlo. L'atmosfera è cambiata completamente, e il fatto che sia l'unica canzone di "Wish" a non essere in tono da concerto la fa davvero risaltare e suonare diversa. Dopo aver lavorato al disco per mesi, sentire qualcosa fuori tono di un quarto di tono fa fare un passo indietro al cervello."

Era chiaramente il singolo dolce e radiofonico che i Cure stavano cercando. Erano però forse un po' preoccupati perché la canzone era poco rappresentativa del loro abituale repertorio, quindi pubblicarono "High" come singolo principale nel marzo 1992, un mese prima dell'uscita dell'album, per non sviare troppo i loro fan.



Una volta uscito sul mercato "Wish" i Cure pubblicarono "Friday I'm in Love" come singolo accompagnato da un video diretto da Tim Pope che vinse l'European Viewer's Choice come Miglior Video Musicale agli MTV Video Music Awards del 1992. Scalò le classifiche di vendita britannica raggiungendo il sesto posto. "Friday I'm in Love", nel corso degli anni ha continuato a crescere in importanza come inno del venerdì.

Sebbene Robert Smith abbia avuto un rapporto altalenante con la sovraesposizione di "Friday I'm in Love", ha imparato ad apprezzare il fatto che questa canzone è diventata forse il brano per cui sono forse più conosciuti. Nel 2022 il frontman dei Cure ha dichiarato: "Non l'abbiamo suonata dal vivo molto per molto tempo... la trovavo troppo allegra! Ma ora è diventata un momento davvero meraviglioso dello spettacolo." Che fa il paio con quanto ebbe modo di dire a Mojo nel 2004: "È sempre stato paradossale che alla gente sia stato imposto di considerarci una band goth. Perché, per il grande pubblico, non lo siamo. Per i tassisti, sono il tizio che canta "Friday I'm in Love"".

(Articolo originale su Rockol.it)

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