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Perché “A mano a mano” è (anche) la canzone di Rino Gaetano

01.06.2026 Scritto da Mattia Marzi

È il marzo del 1981. La RCA ha organizzato una tournée collettiva di tre artisti molto diversi tra loro, Rino Gaetano, Riccardo Cocciante e i New Perigeo. Durante una data del tour, Gaetano e Cocciante decidono di scambiarsi una canzone. Il primo “presta” al secondo la sua “Aida”. Cocciante, viceversa, fa cantare a Gaetano “A mano a mano”. Cocciante non può immaginarlo: la straordinaria esecuzione di Rino Gaetano di “A mano a mano”, che il cantautore di “Margherita” aveva composto insieme a Marco Luberti e pubblicato tre anni prima, legherà per sempre il nome di Gaetano a quello della canzone, tanto che a distanza di anni molti continuano a credere che sia stata scritta proprio da lui, ignorando la versione di Cocciante. Basti pensare che su Spotify la versione da studio e quella live di “A mano a mano” di Rino Gaetano contano insieme oltre 100 milioni di streams, facendo del brano il più popolare del cantautore di origini calabresi sulla piattaforma, addirittura più di suoi classici come “Ma il cielo è sempre più blu”, “Gianna” e “Aida”. Un paradosso solo apparente, che racconta molto del modo in cui funzionano la memoria collettiva e le canzoni popolari. La versione di Gaetano arrivò infatti in un momento decisivo della sua carriera e della sua vita, pochi mesi prima della morte, di quel maledetto 2 giugno 1981. Quella registrazione, così fragile e trattenuta, venne progressivamente riletta alla luce della sua scomparsa, assumendo quasi il valore di un commiato involontario. Ed è proprio con “A mano a mano” che Sony Music, a quarantacinque anni dalla morte, celebra Rino Gaetano. Lo fa con uno speciale vinile, un esclusivo 45 giri, intitolato proprio “A mano a mano”, disponibile esclusivamente sullo store di Sony Music Italia dalla mezzanotte di domani, 2 giugno: resterà acquistabile solo per tre giorni, fino alle 23.59 del 4 giugno. 

La speciale edizione esce in concomitanza con il consueto Rino Gaetano Day, l’evento annuale dedicato alla memoria del celebre cantautore, organizzato da Anna e Alessandro Gaetano – rispettivamente sorella e nipote del cantautore. Il Rino Gaetano Day 2026 si terrà domani a Roma al Parco Arena Rino Gaetano: «La forza di “A mano a mano” sta nel fatto che nasce dall’incontro di due mondi enormi: la scrittura intensa di Luberti e Cocciante e l’interpretazione libera, viscerale e quasi teatrale di mio zio. Durante quella tournée si scambiarono i brani, Cocciante cantava "Aida" e Rino reinterpretava “A mano a mano”. Ed è successo qualcosa di raro: una collaborazione diventata storia della musica italiana. Quando due artisti veri si incontrano non esistono confini di appartenenza. Cocciante ha scritto un capolavoro, Rino gli ha dato un’altra vita. "A mano a mano" è una canzone che parla della paura di perdersi e del desiderio di rinascita. Un incontro artistico potente», spiega Alessandro Gaetano, che da anni tiene viva l'eredità artistica dello zio.

Sul lato A del vinile ci sarà la versione di Rino Gaetano, originariamente pubblicata nel 1981 nel Q disc live “Q Concert” e diventata negli anni uno dei brani simbolo del suo repertorio, quasi un testamento emotivo arrivato poco prima della morte. Sul lato B, invece, troverà spazio la versione live di Riccardo Cocciante tratta da “Istantanea Live” del 1998, a ricordare quanto questa canzone appartenga in realtà a entrambi gli artisti. Nella versione di Cocciante, che incluse il brano nel 1978 nell’album “…E io canto”, “A mano a mano” è una ballata intensa e teatrale, costruita su una progressione emotiva continua, quasi una confessione sentimentale che cresce fino all’esplosione finale. È una canzone sull’amore come trasformazione reciproca, sul lasciarsi cambiare dall’altro “a mano a mano”, lentamente, inevitabilmente. A differenza dell’interpretazione del suo autore, Rino Gaetano canta invece “A mano a mano” come una confessione sommessa. La sua voce incrinata, il modo quasi esitante con cui entra nelle parole, hanno finito per rendere il brano perfettamente compatibile con l’immaginario che negli anni si è costruito attorno alla sua figura: quella dell’artista malinconico, ironico e profondamente umano. Così, generazione dopo generazione, molti hanno iniziato ad associare automaticamente la canzone a lui.

È un fenomeno che nella musica italiana succede raramente (forse un caso simile riguarda “Sally” di Vasco, di cui è celebre la versione di Fiorella Mannoia), ma quando accade lascia il segno: l’interprete riesce a sovrascrivere l’origine del brano, trasformandolo in qualcosa di nuovo. Nel caso di “A mano a mano”, la forza della reinterpretazione di Gaetano è stata amplificata anche dalla continua circolazione televisiva e radiofonica della sua versione (una versione cantata da Rino Gaetano fa parte della colonna sonora del film “Allacciate le cinture” di Ferzan Özpetek e del film “Natale senza Babbo” diretto da Stefano Cipani), diventata nel tempo la più utilizzata nei tributi, nei documentari e nelle celebrazioni dedicate al cantautore calabrese. Cocciante negli anni ha sempre parlato della canzone come di un brano profondamente personale, nato con Marco Luberti dentro quella stagione creativa che aveva prodotto anche “Margherita” e “Bella senz’anima”, ma è stato anche il primo a riconoscere la forza dell’interpretazione di Gaetano«Rino è riuscito a fare suo questo brano, a dargli una nuova dimensione e farne un suo simbolo. Una canzone non deve essere soltanto dell'interprete o dell'autore, deve viaggiare attraverso le vite di chi la canta per diventare altro. Molti non sanno che questo è un mio brano e per me è un piacere immenso che sia diventato, grazie a Rino, un'altra canzone e un'altra proposta di così grande successo», ribadisce oggi Cocciante.

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Il vinile di Sony Music nasce proprio per celebrare questa doppia identità. Non soltanto un omaggio a Rino Gaetano nel quarantacinquesimo anniversario della sua scomparsa, ma anche il riconoscimento di una canzone che ha avuto due vite parallele: quella originaria, firmata da Cocciante e Luberti, e quella successiva, emotivamente potentissima, costruita dall’interpretazione di Gaetano. Lo sviluppo grafico del progetto - qui sopra la copertina - è stato affidato ai ragazzi di Ciao, Discoteca Italiana, realtà che negli ultimi anni ha lavorato spesso sul recupero dell’estetica e dell’immaginario della discografia italiana del passato. Un dettaglio che conferma la natura quasi artigianale di questa uscita: un disco pensato non solo da ascoltare, ma anche da conservare.


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