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L'ultimo valzer di Jim Morrison

12.12.2025 Scritto da Paolo Panzeri

Il 12 dicembre 1970 al Warehouse di New Orleans Jim Morrison si esibì per l'ultima volta con la sua band, i Doors. Lo show rimane indimenticabile per almeno due motivi: il primo per essere stato, per l'appunto, l'ultimo live di uno dei più grandi personaggi che hanno alimentato la leggenda e la mitologia del rock; il secondo, per la triste e scadente performance di un Morrison solo 27enne ma ormai divenuto la controfigura di se stesso che collassò sul palco e non riuscì a portare a termine il concerto. Dopo quella esibizione la band decise di interrompere il tour che avevano in animo di fare per presentare in anteprima le canzoni del loro nuovo album, dato il cattivo stato di salute fisica, mentale e psicologica di Morrison.

Qualche mese dopo la brutta serata a New Orleans, nell'aprile del 1971, i Doors pubblicarono il loro sesto album, "L.A. Woman" (leggi qui la recensione). Un disco che mostra molte venature blues, i cui brani più noti sono "Riders on the Storm", "Love Her Madly" e la title track. Jim Morrison si era già trasferito a vivere a Parigi con la fidanzata Pamela Courson che, il 3 luglio del 1971, lo trovò morto nella vasca da bagno del loro appartamento nella capitale francese. Jim si era trasferito in Europa per abbandonare un ambiente che lo stava oltremodo soffocando. Una volta parlando con Circus Magazine dichiarò: "Penso di essere semplicemente stufo dell'immagine che si era creata intorno a me, alla quale, a volte, ho collaborato consciamente, il più delle volte inconsciamente. Per me era davvero semplicemente troppo da digerire e così ho messo fine a tutto in una serata gloriosa. Il risultato è stato che ho detto al pubblico che erano un gruppo di fottuti idioti perché facevano parte di un pubblico. E comunque cosa ci facevano lì? Il messaggio di base era il rendersi conto che non siete davvero qui per ascoltare un mucchio di canzoni di alcuni bravi musicisti. Siete qui per qualcos'altro. Perché non ammetterlo e fare qualcosa al riguardo?".

 

 

Jim Morrison stava andando sempre più velocemente fuori controllo. Per registrare l'album i Doors avevano allestito uno studio di registrazione improvvisato nel loro spazio prove, un luogo soprannominato 'The Doors Workshop', posizionato in un edificio a due piani a Santa Monica Boulevard a Los Angeles. Durante quelle sessioni di registrazione, fu anche girata una breve clip della band che eseguiva una loro versione del classico del blues "Crawling King Snake", brano che viene attribuito a John Lee Hooker.

Dopo le sessioni di registrazione, la band salì sul palco a New Orleans per provare dal vivo alcune delle canzoni di "L.A. Woman" e tutto pareva, più o meno, filare bene. Jim Morrison iniziò lo show con quel tipo di strana incoscienza che possiedono le persone alticce. Il primo brano fu "Roadhouse Blues" seguito da un paio di vecchi successi, ma poi il frontman prese a dimenticare i testi delle canzoni. Il pubblico iniziò a rumoreggiare, Morrison provò a raccontare una barzelletta che però uscì piatta, senza mordente e, soprattutto, senza una vera battuta finale. Il set continuò, ma era ormai lanciato verso il disastro, Jim gridava parole a caso indipendentemente dalla canzone che il gruppo alle sue spalle suonava. Chiaramente ubriaco, con una lunga barba, crollò sul palco rifiutando di alzarsi. La band era disgustata dalle buffonate di Morrison. Il tastierista Ray Manzarek nella sua biografia riportò: "Potevo vedere lo spirito di Jim lasciare il suo corpo, anche se lui era ancora lì."

Riuscì infine a rialzarsi, a raccogliere le forze per spingere la folla ad applaudire e chiedere il ritorno sul palco della band. Fu uno sprazzo di lucidità, la band attaccò allora "The End", lui si aiutò, per rimanere in piedi, appoggiandosi all'asta del microfono, ma non resistette molto in quella posizione, dovette sedersi e non riuscì più a tornare al microfono. "The End" fu l'ultima canzone dei Doors cantata da Jim Morrison, in quel momento non si poteva ancora sapere, ma era proprio la fine di tutto. Il batterista John Densmore lo spinse, lui si alzò e iniziò a spaccare l'asta del microfono. La carriera di Jim Morrison finì quella sera del 12 dicembre di 55 anni fa in Louisiana.

Setlist:

Roadhouse Blues

Back Door Man (cover di Willie Dixon)

Love Her Madly

When the Music's Over

Riders on the Storm

Ship of Fools

Crawling King Snake (cover di John Lee Hooker)

L.A. Woman

Hyacinth House

Maggie M'Gill

Been Down So Long

I'm Your Hoochie Coochie Man (cover di Willie Dixon)

Who Do You Love? (cover di Bo Diddley)

There's a Palace in the Canyon

Light My Fire

Summertime (cover di George Gershwin)

Love Me Two Times

Riders on the Storm

Soul Kitchen

The End

 


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