Il 13 dicembre Parigi ha dedicato a Jane Birkin la sua prima via. Un ponte pedonale che collega le sponde del Canal Saint-Martin nel X arrondissement porta orma il nome della cantante e attrice: “Passerella Jane Birkin”. L’inaugurazione è arrivata in concomitanza con l’anniversario della nascita di Jane Mallory Birkin, nata il 14 dicembre 1946 e scomparsa il 16 luglio 2023, e ha assunto il valore di un gesto pubblico di memoria, più che di celebrazione. Semplicità e sensualità, con spontaneità e naturalezza, in un mix tra chic francese e nonchalance britannica: all’inaugurazione di “Passerella Jane Birkin”, le figlie della compianta artista, Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon, hanno omaggiato in qualche modo anche lo stile iconico della madre, oltre che la sua figura. Dal canto suo, Jane Birkin ha saputo unire musica, cinema, stile e immaginario collettivo diventando anche un’icona di libertà, nel suo essere profondamente emotiva e trasgressiva, con eleganza. Arriva così anche “Je t’aime… moi non plus”, la canzone che più di ogni altra ha lasciato il segno.
La storia del brano comincia prima di Jane Birkin, nel 1967, quando Serge Gainsbourg lo scrisse per Brigitte Bardot, allora sua compagna, la quale pretese che dopo un appuntamento deludente lui scrivesse per lei “la più bella canzone d’amore che potesse immaginare”. Iniziò così a prendere forma, da una richiesta nata come riparazione sentimentale e trasformata in gesto creativo, una canzone d’amore che mette al centro il corpo, la voce, il dialogo fisico. La registrazione con Bardot non venne però mai pubblicata, dopo che la notizia raggiunse l’attenzione del marito di lei. Il brano finirà quindi per vedere la luce solo alcuni anni dopo, quando nel 1969 Gainsbourg e Jane Birkin si trovarono insieme sul set del film “Slogan”. Grazie alla loro relazione, diventò anche concreta la decisione di riportare in studio quel brano sospeso. Fu Birkin a prestare la voce alla versione decisiva a cambiare il destino della canzone e, in parte, anche il suo. Eppure, prima di arrivare a lei, Gainsbourg percorse altre strade, chiedendo un po’ a tutti di incidere il brano, compresa Marianne Faithfull. Quando Birkin entrò in studio, però, la scelta fu chiara. Gainsbourg le chiese di cantare più in alto, di spostare il registro, di produrre un suono che rompa con l’idea di seduzione classica. Il risultato è una voce che non recita un ruolo, ma occupa uno spazio. Jane Birkin resta legata a “Je t’aime… moi non plus”, ma non ne rimane prigioniera.
Il titolo stesso nasce da una citazione attribuita a Salvador Dalí: “Picasso è spagnolo, anch’io. Picasso è un genio, anch’io. Picasso è comunista, io no”. Gainsbourg definisce la canzone una “anti-scopata”, una riflessione sull’impossibilità dell’amore fisico come soluzione. Il testo si costruisce come dialogo durante un atto sessuale, senza metafore consolatorie: “Je vais et je viens, entre tes reins”, “Tu es la vague, moi l’île nue”, “L’amour physique est sans issue”. Parole pronunciate, cantate, sussurrate su una melodia che contrasta con il contenuto e amplifica lo scandalo. Non è solo erotismo, è esposizione del corpo come linguaggio.
Jane Birkin attraversò tutto questo senza mai separare voce, presenza e stile. La sua partecipazione non fu interpretazione, ma adesione a un’idea di libertà che diventa forma culturale. Lo stesso principio attraversa il suo rapporto con la moda, con il cinema, con lo spazio pubblico. La passerella sul Canal Saint-Martin, inaugurata dalle figlie Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon, restituisce questo filo, omaggiando una figura che ha unito gesto privato e segno pubblico, intimità e città. “Je t’aime… moi non plus” resta il punto di origine di questa traiettoria, una canzone che ha trasformato uno scandalo in linguaggio e una voce in storia.
Disclaimer:
Questo articolo è stato realizzato e pubblicato da Rockol.it ed i suoi contenuti sono integralmente forniti da Rockol, che ne assume ogni responsabilità editoriale. Il presente sito si limita a ospitare il contenuto in modalità non indicizzata e non è in alcun modo coinvolto nella produzione, redazione o approvazione dei materiali pubblicati.
Rock Online Italia (Rockol) è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996.
Immagini e diritti
Rockol:
- utilizza esclusivamente immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali ("for press use") da case discografiche, management artistici e uffici stampa /P.R;
- impiega le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, e solo a corredo dei propri contenuti informativi;
- accetta unicamente fotografie non esclusive, destinate alla pubblicazione su testate giornalistiche, e comunque libere da vincoli di utilizzo;
- pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse da fotografi dei quali viene indicato il copyright
Segnalazioni
Eventuali segnalazioni relative a immagini non conformi a quanto sopra descritto possono essere inviate a webmaster@rockol.it
Provvederemo a effettuare una rapida valutazione e, ove necessario, alla tempestiva rimozione del materiale.Per consultare l'articolo nella sua versione originale, visita questo link