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Il Marra Block Party ha raccolto oltre 230mila euro per la Barona

19.04.2026 Scritto da Claudio Cabona

Che cos’è stato il Marra Block Party? Difficile racchiuderlo in una sola definizione, perché è stato tante cose insieme. È stato un concerto vissuto in piazza e in strada, e anche dalle finestre, dai tetti e dai balconi dei palazzoni, con vista privilegiata sul palco di via Enrico De Nicola, in Barona. Vedere intere famiglie affacciate a godersi la giornata con un sorriso stampato addosso, è stata un’immagine quasi da cinema neo-realista. Quindi sì, senz’altro ha rappresentato una festa di quartiere, capace di unire diverse generazioni e voluta dal suo local hero Marracash, ma prima di tutto è stato un evento di beneficenza e dal forte impatto sociale: sono stati raccolti oltre 230.000 euro grazie ai contributi dei 7400 presenti e agli sponsor coinvolti, destinati alla riqualificazione delle strutture sportive vicino alla scuola di via Enrico De Nicola, l’Istituto Comprensivo Sant’Ambrogio, frequentata in gioventù dallo stesso rapper.

È stato un live profondamente radicato nello spirito hip hop, legato alle origini e alle storie di una comunità, tutti elementi che sono finiti nelle canzoni dell’artista, che ne hanno forgiato l’immaginario, da qui il desiderio, dopo l’apice del tour negli stadi nel 2025, di voler restituire qualche cosa alla sua zona, mettendo in piedi questa operazione in sinergia con il Municipio 6, presieduto da Santo Minniti, e con Friends & Partners. “Sono più emozionato questa sera di quando ho fatto San Siro – dice Marra poco dopo essere salito sul palco accompagnato da Dj Ty1 – è da sempre che volevo fare un live così, tra la mia gente”. Un block party in grado di unire il pop e il popolare, di tenere insieme Elodie, arrivata sul palco a sorpresa per cantare con Marra “Niente canzoni d’amore”, un momento da occhi sgranati già diventato virale sui social, e la signora Katia, tra il pubblico, quasi ottant’anni, “fieramente cresciuta alla Baia dei Re e legata alla Barona”, innamorata di Vasco tanto quanto di Marra.

Un block party in grado di amalgamare un certo orgoglio tamarro e stradaiolo di migliaia di ragazzi con la psicoanalisi, grazie alla presenza di un gazebo del progetto della Jonas Onlus Milano di Massimo Recalcati (qui informazioni) che attiverà nel quartiere uno sportello sociale per assistenza a chi cerca ascolto e supporto psicologico. “A me questo tipo di aiuto è servito molto, cogliete questa occasione”, sprona Marra. Un block party, il cui unico aspetto negativo è stato la presenza dei token per gli stand, in grado di celebrare l’ascesa del King del rap e allo stesso tempo di offrire un palco ai giovani talenti e alle vecchie glorie. Prima della sua performance, infatti, si sono esibiti: Chef P & 2P, la Bandits crew, gruppo di breakdance e ballo, R1Mka, Elylaba, Xmikeyi, Yas Laba, Y.E.B., Mimmoflos, Abby 6ix e Rame, quest’ultimo ritornato sul palco a fine live per presentare l’inedito con Marracash “Qualcosa che brilla”.

E poi la sua musica, ovviamente: non è certo stata
proposta una scaletta “casuale”, ma un racconto identitario costruito attorno alla parola, al quartiere, e a come quella dimensione formi e poi metta alla prova. Tra i momenti più forti, oltre ai pezzi storici legati alla Barona, anche “King del rap” con l’arrivo sul palco del produttore Deleterio, “15 piani” con Sfera Ebbasta, un altro ospite speciale “qui per la gente”, l’interpretazione di “Peso” con la coda urlata “Ho vent'anni e non so che inventarmi”, di “Vittima” in cui Marra ha esplicitato quel passaggio dal sentirsi vittima al rifiutare di scaricare la rabbia sugli altri, assumendosi le proprie responsabilità e trasformando quella frustrazione adolescenziale in energia, fino alla poesia verace di “Bastavano le briciole” e alla furia di “64 barre di paura”, una specie di sfogo collettivo.

Il messaggio è chiaro: dal racconto del quartiere come gabbia si arriva a riconoscerlo come origine. Non più solo spazio che limita, ma luogo che forma, che
impone una presa di coscienza individuale senza però recidere il legame con la collettività. È qui che il discorso di Marracash si fa più netto: crescere non significa isolarsi, ma imparare a stare dentro una comunità senza cedere alla disgregazione, oggi incentivata dalla società contemporanea, dal capitalismo e dalle sue logiche competitive. In questo senso, il Marra Block Party ha subito abdicato dall’essere un semplice evento musicale, “tutti oggi hanno lavorato gratis, compreso me, per una buona causa”, sorride Marra, per diventare un gesto politico nel senso più ampio del termine: un atto di gioia popolare e identitaria, in cui il quartiere periferico non è più margine, ma centro, non più ferita, ma linguaggio condiviso in cui tutti possono fare la propria parte per migliorarlo.

Scaletta:
Badabum cha cha
Popolare
Body parts
Nuovo papa
Didinò
Senicar
A volte esagero
King del rap
Chiedi alla polvere
Noi
15 piani (con Sfera Ebbasta)
Nulla accade
Peso
Scooteroni
Rapper criminale
Sport
Power slap
Vittima
Goat
Brivido
Salvador Dalì
Cliffhanger
Crudelia
Bastavano le briciole
Love
Niente canzoni d’amore (con Elodie)
64 bars di paura
Qualcosa che brilla (con Rame)


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