«Questo album ero io che stavo cercando di capire come respirare durante una tempesta: in realtà tu continui ad inalare tutto il vento mentre preghi che la tempesta si fermi. Attraverso la mia relazione e il mio profondo amore per i miei fan, ho davvero accettato di poter fare tutto, purché sia io a creare la tempesta invece di chi ne sta al centro», dice lei. E la sua, di tempesta, è stata semplicemente perfetta. Fino a un anno fa l’atmosfera intorno a Lady Gaga era quella che si crea intorno ad un artista morto. Quando lo scorso marzo è uscito “Mayhem”, le aspettative erano altissime: Gaga non pubblicava un album di inediti da cinque anni, tanti quanti ne erano trascorsi da “Chromatica”. Ci si chiedeva se alle soglie dei quarant’anni Miss Germanotta, da tempo incartocciata in una crisi personale e artistica, potesse ambire ancora ad avere un’influenza sul pop mondiale, mentre altre reginette, a partire da Taylor Swift, miravano al trono. Forse è esagerato dire che con “Mayhem” la voce di “Poker Face” si giocava il tutto per tutto, ma insomma, se non si giocava proprio tutto si giocava quasi tutto. A distanza di nove mesi dall’uscita del disco, Gaga è circondata da un’aura completamente diversa: quella di una stella che non solo è tornata a splendere, ma che è addirittura al massimo del suo splendore. A star is (re)born, verrebbe da dire, citando il remake del film diretto da William A. Wellman del 2018, nel quale ha recitato accanto a Bradley Cooper ottenendo pure una candidatura agli Oscar come “Miglior attrice protagonista” e vincendo il premio per la “Migliore canzone” con “Shallow”.
«Riassemblare uno specchio in frantumi»
Che gli astri si fossero riallineati, o meglio, che il suo astro si fosse riallineato ai destini del pop, lo si era capito già ad aprile, quando sul palco del Coachella Lady Gaga ha svelato in anteprima lo show che avrebbe portato di lì a poco in giro per il mondo, legato proprio a “Mayhem”: un misto tra musica, danza, teatro, cinema e arte performativa pensato e portato in scena come il manifesto di un’artista fuori dagli schemi, visionaria, ambiziosa, aliena, capace (ancora) di portare nel pop idee che stimolano dibattiti e discussioni. Il tema dello show? La sua stessa morte (e rinascita), con tanto di j’accuse rivolto all’industria dell’intrattenimento, che crea miti per poi distruggerli e fare spazio a nuovi idoli. Ma anche le sue tante contraddizioni: «Ho cento milioni di motivi per andarmene, ma me ne serve solo uno buono per rimanere», cantava in “Million Reasons”, in uno dei passaggi clou dello spettacolo, abbracciando le proprie fragilità, accettandole (non a caso ha detto che lavorare a “Mayhem” è stato come «riassemblare uno specchio in frantumi»).
Una rinascita non solo artistica, ma anche simbolica
Il tour “Mayhem Ball” è stato il terzo tour di un’artista femminile con più incassi del 2025, dietro a quelli di Beyoncé e Shakira: ha incassato in tutto 166,2 milioni di dollari, circa 143 milioni di euro. “Mayhem” è una costante nelle classifiche degli album migliori del 2025 redatte dalle varie testate mondiali. Quella di Lady Gaga non è solo una rinascita artistica, ma anche simbolica. Lo scorso settembre, mentre si preparava a sbarcare in Europa con il “Mayhem Ball”, Gaga a 39 anni ha trionfato agli MTV Video Music Awards 2025 vincendo il premio di “Artista dell’anno”, battendo Taylor Swift, Bad Bunny, Kendrick Lamar, Beyoncé, Morgan Wallen e The Weeknd. Non solo: Stefani Joanne Angelina Germanotta, che alla vigilia aveva ottenuto ben 12 nomination, si è portata a casa altri tre premi: “Miglior collaborazione” con “Die with a Smile” insieme a Bruno Mars, che su Spotify è stato il brano più ascoltato del 2025 a livello mondiale, “Miglior regia” e “Miglior direzione artistica” per il videoclip di “Abracadabra”.
Trionferà anche ai Grammy?
Potrebbe bissare il trionfo ai Grammy Awards: l’edizione 2026 si svolgerà il 1° febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles e Gaga ha conquistato sette nomination, tra cui quelle come “Record of the Year” e “Song of the Year” con “Abracadabra” e “Album of the Year” con “Mayhem”. Un segnale chiarissimo a chi, prima dell’uscita di “Mayhem”, era pronto a scrivere il suo epitaffio artistico. Le carriere delle popstar sono fatte di ascese, cadute, redenioni, rinascite. E il tempo di Lady Gaga non è ancora finito: «Questo è il mio sogno e di nessun altro: decido io come va a finire».
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