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Internazionali BNL d’Italia

01.04.2025 Scritto da Andrea Facchin
Pochi contesti sportivi reggono il confronto con il Parco del Foro Italico di Roma. Un luogo unico e suggestivo, che trasuda epicità e tradizione, incorniciando i campi in terra rossa sui quali si svolge uno dei tornei più importanti del circuito tennistico: gli Internazionali BNL d’Italia. Un master 1000 cresciuto sempre di più negli anni e che viaggia di record in record in termini di presenze a ogni edizione. Quella di quest’anno, l’82esima, mira a superarsi ancora una volta sotto ogni punto di vista, al fine di accogliere al meglio la grande massa di tifosi in arrivo da ogni angolo del globo per godere, dal 29 aprile al 18 maggio, dello spettacolo offerto da tutti i più grandi tennisti dei circuiti ATP e WTA.
L’Italia punta sempre sulla classe del suo roster: Matteo Berrettini, fatta eccezione per la brutta sconfitta contro Stefanos Tsitsipas a Indian Wells, ha cominciato la nuova stagione esprimendo un ottimo livello di tennis, dopo essere stato determinante nella vittoria della seconda Coppa Davis della nostra nazionale. Lorenzo Sonego viene dall’entusiasmo dei quarti di finale raggiunti agli Australian Open dello scorso gennaio e Lorenzo Musetti deve ritrovare quella determinazione che gli ha permesso di raggiungere la semifinale di Wimbledon solo pochi mesi fa. E poi ancora i vari Matteo Arnaldi e la coppia Bolelli-Vavassori, senza dimenticare Jasmine Paolini, che nel 2024 ha alzato il trofeo insieme a Sara Errani, laureandosi come la prima coppia italiana a vincere nel doppio femminile nella Capitale dopo 12 anni di attesa.
Impossibile, chiaramente, dimenticare Jannik Sinner: i 3 mesi di sospensione per il “caso clostebol” finiscono giusto in tempo per il torneo romano e c’è da sperare (poiché mentre scriviamo non ne abbiamo ancora la certezza assoluta) che il numero 1 al mondo riesca a partecipare, dopo il forfait dell’ultima edizione. Ormai il suo nome è una calamita globale e non vediamo l’ora di rivederlo in campo a sfidare gli avversari di sempre, da Carlos Alcaraz a Novak Djokovich, passando per Alexander Zverev, vincitore a Roma lo scorso anno e già sconfitto dall’altoatesino in Australia per il primo titolo Slam 2025.
Ma questa edizione è anche la prima senza Rafael Nadal, che ha chiuso una carriera da leggenda disputando il suo ultimo match con la Spagna in Coppa Davis lo scorso novembre. Sono ancora ben accese nella memoria di tutti le immagini del campione maiorchino che, dopo la sconfitta con Hubert Hurcacz nel 2024, saluta il pubblico, raccolto in una folla oceanica corsa ad acclamarlo durante il suo passaggio lungo il ponte romano.
Un omaggio degno di un grande generale romano e la similitudine bellica non è casuale, perché dominare la superficie com’è riuscito a fare Rafa equivale a conquistare un campo di battaglia. Un campo in terra, che rievoca echi di guerra a partire dal suo colore rosso, circondato dagli spalti di un’arena da brividi, popolata da una folla esultante, con due sfidanti pronti a misurarsi in una prova di forza e sacrificio per raggiungere la vittoria. Uno scenario simile ha fatto la storia di Roma fra le mura del Colosseo. Oggi la storia (sportiva) si sposta di circa 10 chilometri, con la terra del Foro pronta a riaccogliere i suoi gladiatori, fra ombre e polvere.

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