Nel 1954 Leo Fender ideò e realizzò, insieme a Freddie Tavares, Rex Gallion e Bill Carson, una nuova chitarra: la Fender Stratocaster. La Stratocaster contende alla Gibson Les Paul il titolo di chitarra elettrica solid body (ovvero, priva di cassa armonica) più popolare della storia, e negli anni l'abbiamo vista fare di tutto: macinare granitici riff heavy metal, cavalcare i groove incalzanti della disco music, brillare sugli assoli che hanno cambiato la storia del rock e persino andare a fuoco, tra le mani di chi ha saputo usarla come traghetto tra il rock primigenio di Buddy Holly e Ritchie Valens e la musica che ascoltiamo oggi.
La Fender Stratocaster, più che una chitarra, è un simbolo. Ma anche una compagna di viaggio, che da quel 10 aprile del 1956 - il giorno di deposito presso l'ufficio brevetti americano da parte del suo creatore, Leo Fender - non ha mai smesso di accompagnare per mano il rock. Perché il suo segreto, in fin dei conti, sta nella versatilità: la Strato magari non avrà un timbro particolare come la Gibson SG, la sua sorella maggiore Telecaster (che risale al 1950), la Rickenbacker 325 o tanti altri modelli che pure sono apprezzatissimi per una serie di ragioni più che valide, ma è virtualmente capace di tutto. Non a caso è stata la chitarra preferita di tantissimi musicisti fondamentali eppure estremamente diversi tra loro, diventando una sorta di minimo comune denonimatore di ciò che oggi è il rock. A seguire sono riportati una manciata tra i chitarristi più prestigiosi che hanno amato e utilizzato una Fender Stratocaster.
A voler risalire alle origini di gente come Stevie Ray Vaughan o Jimi Hendrix, in ogni modo di arriverebbe a lui: Buddy Guy è stato uno dei primi alfieri della Stratocaster, padre - insieme a B.B. King - del blues elettrico che la sua preferita, praticamente durante tutto l'arco della sua carriera, non l'ha mai tradita. Non a caso, anni dopo, la Fender gli renderà l'onore dedicandogli diverse signature series ancora oggi disponibili sul mercato.
Buddy Holly è stato forse il primo tra gli artisti di alto livello ad essere identificato pubblicamente con la Stratocaster: già nel '57, solo tre anni dopo la sua commercializzazione, l'artista si presentò nientemeno che all'Ed Sullivan Show con a tracolla uno dei primi esemplari usciti dai laboratori della Fender. Quello di Holly per la sua chitarra era un amore viscerale, così forte da superare anche il tristemente noto "day the music died": una Stratocaster, infatti, è stata sepolta con la salma del cantante e chitarrista dopo l'incidente che costò la vita anche a Ritchie Valens e J.P. Richardson.
Non c'è bisogno di dire praticamente nulla: anche se Jimi Hendrix non è stato solo la Stratocaster fu proprio con la creazione di Leo Fender che il chitarrista di Seattle entrò non solo nella storia del rock, ma dell'immaginario collettivo mondiale della seconda metà del secolo scorso. Fu lui a dimostrare a tutti - probabilmente anche allo stesso Leo Fender - di cosa quella chitarra fosse capace... e al festival di Monterey gli diede anche fuoco.
Le radici restano sempre nel Delta, ma si passa dall'altra parte dell'Atlantico: Jeff Beck iniziò con la classica Gibson Les Paul, poi però, prima ancora di diventare uno dei più grandi 'Guitar God' di sempre, decise di passare alla Stratocaster. La scelta, lui, la motivò così: "Con una Les Paul puoi trovarti a suonare come chiunque altro. Con una Stratocaster finalmente sono riuscito a suonare come me". Innovatore nell'uso del vibrato, l'ex Yardbirds è anche lui titolare di una serie personalizzata prodotta dall'azienda statunitense.
Anche Ritchie Blackmore iniziò con chitarre di altre marche per poi restare folgorato sulla via di Damasco dalla Strato: a convincerlo a passare al modello della Fender fu - indovinate un po'? - il partecipare in veste di spettatore a un concerto di Jimi Hendrix. Del resto, quale migliore pubblicità potrebbe mai avere una chitarra?
Non poteva mancare ovviamente Eric Clapton nella galleria di personaggi che hanno contribuito alla costruzione del "mito Stratocaster": fedele al modello di casa Fender fin dalla seconda metà degli anni Sessanta, 'Slowhand' ne ha possedute un'infinità, tra le quali 'Brownie', la sua leggendaria sei corde usata negli anni Settanta venduta all'asta nel 1999 per la cifra record - all'epoca - di quasi mezzo milione di dollari. E' stato lui il primo artista ad essere onorato dalla Fender con una serie di modelli personalizzata, tra i quali una replica della stessa 'Brownie', realizzata dal Custom Shop della società e venduta alla ragguardevole cifra di 15mila dollari.
Come dicevamo all'inizio, la Stratocaster è una chitarra estremamente versatile, che non si è limitata a fare solo la storia del rock: l'ammiraglia di casa Fender è diventata leggenda anche nella dance, specialmente tra le mani di Nile Rodgers, deus ex machina degli Chic, che grazie a lei ha impresso nelle orecchie di generazioni i suoi riff irresistibili e micidiali, dalla mitica "Le Freak" alla più recente - e apprezzatissima - "Get Lucky" dei Daft Punk.
Insieme a Jimi Hendrix e pochissimi altri, David Gilmour ha esplorato nuove forme espressive chitarristiche senza mai separarsi dalla sua fida Stratocaster: l'addetto alle sei corde dei Pink Floyd ha legato a doppio filo la sua carriera al modello di punta di casa Fender, sviluppando per esso una tale passione da arrivare ad acquistare (a una cifra che immaginiamo siderale) la prima Strato numerata in serie (non la prima in assoluto mai prodotta) dall'azienda americana. Un'ottima sintesi del sound prodotto da uno dei binomi più celebri nella storia del rock lo si trova nell'assolo di "Comfortably Numb", definito da Tony Bacon come "uno dei momenti Stratocaster definitivi".
Una delle prime pubbliche apparizioni risale al Monterey Pop Festival del 1967, ma Pete Townshend - dalla seconda metà degli anni Ottanta in poi - ha indissolubilmente legato la sua musica alla Fender Stratocaster: nello specifico, il suo modello preferito è la Fender Eric Clapton Signature Stratocaster equipaggiata con pick up Lace Sensor.
Venerato come un'autentica divinità delle sei corde dagli ipertecnici, spauracchio degli insegnanti di chitarra e affascinato più da Paganini che da Jimi Hendrix - lo dichiarò lui alla rivista specializzata Guitar World nel 2012, attirandosi più di una critica - Yngwie Malmsteen è uno dei virtuosi più in vista sul panorama internazionale, e le sue interminabili e infuocate sessione di shredding hanno sempre avuto come controparte una Fender Stratocaster. Chi sia determinato a imitarlo non solo nello stile ma anche nell'equipaggiamento, però, si prepari ad affrontare una spesa di una certa entità.
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