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Una canzone per l'estate: "Bandiera gialla" di Gianni Pettenati

03.08.2025 Scritto da Redazione Rockol

Bandiera gialla (1966) - Una delle più fortunate traduzioni del beat inglese (“The pied piper” l’originale), trampolino di lancio per l’effimera carriera del piacentino Gianni Pettenati, diploma al Conservatorio, teatro e libri in un curriculum tutt’altro che effimero. Il titolo si richiama all’omonimo programma radiofonico di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni (che peraltro usavano una sigla di Rocky Roberts), appuntamento fisso del sabato pomeriggio che aiutò in quegli anni a sdoganare molto materiale musicale anglo-americano. All’adattamento italiano lavorano due abili artigiani della canzone di consumo, Nisa (Nicola Salerno) e Alberto Testa: il periodo in cui esce, con i primi fermenti della contestazione giovanile, e i riferimenti generazionali nel testo rendono “Bandiera gialla” una sorta di inno buono per tutti i gusti, marchio referenziale più tardi ripreso anche per battezzare un locale e una trasmissione tv improntata al revival musicale degli anni Sessanta.

“Sì questa sera è festa grande / noi scendiamo in pista subito / e se vuoi divertirti vieni qua / ti terremo tra noi e ballerai / finché vedrai / sventolar bandiera gialla / tu saprai che qui si balla / e il tempo volerà / che la gioventù è bella / e il tuo cuore batterà.”

 

Questa notizia è tratta, per gentile concessione dell'autore e dell'editore, da "Legata a un granello di sabbia", scritto da Enzo Gentile e pubblicato da Melampo Editore.

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(Articolo originale su Rockol.it)

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