Bandiera gialla (1966) - Una delle più fortunate traduzioni del beat inglese (“The pied piper” l’originale), trampolino di lancio per l’effimera carriera del piacentino Gianni Pettenati, diploma al Conservatorio, teatro e libri in un curriculum tutt’altro che effimero. Il titolo si richiama all’omonimo programma radiofonico di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni (che peraltro usavano una sigla di Rocky Roberts), appuntamento fisso del sabato pomeriggio che aiutò in quegli anni a sdoganare molto materiale musicale anglo-americano. All’adattamento italiano lavorano due abili artigiani della canzone di consumo, Nisa (Nicola Salerno) e Alberto Testa: il periodo in cui esce, con i primi fermenti della contestazione giovanile, e i riferimenti generazionali nel testo rendono “Bandiera gialla” una sorta di inno buono per tutti i gusti, marchio referenziale più tardi ripreso anche per battezzare un locale e una trasmissione tv improntata al revival musicale degli anni Sessanta.
“Sì questa sera è festa grande / noi scendiamo in pista subito / e se vuoi divertirti vieni qua / ti terremo tra noi e ballerai / finché vedrai / sventolar bandiera gialla / tu saprai che qui si balla / e il tempo volerà / che la gioventù è bella / e il tuo cuore batterà.”